Statuto Marche. I vescovi: «Richiamo generico alle radici religiose»

Statuto regionale Marche, i vescovi: «Richiamo generico alle radici religiose»



I vescovi delle Marche esprimono il proprio giudizio sul testo del nuovo statuto regionale che sarà sottoposto nei prossimi giorni all'esame del Consiglio regionale.

Pur ritenendo l'attuale testo «migliorato» rispetto ad un precedente documento «sottoposto a consultazione» da parte delle «varie espressioni della società marchigiana», i vescovi delle Marche ne rilevano alcuni punti da rivedere.

«Nel preambolo - si legge in una nota di monsignor Giuseppe Orlandoni, presidente della Commissione episcopale regionale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace,- compare ora un opportuno richiamo alla matrice religiosa» prima assente, ma esso «appare incompleto perché non si dice chiaramente che nella nostra terra la tradizione religiosa è cristiana e cattolica».

Quanto al principio di sussidiarietà, «non convince che essa venga reso funzionale soltanto alla realizzazione degli obiettivi della politica regionale quando la Costituzione lo mette in relazione con ‘lo svolgimento di attività di interesse generale».

Per monsignor Orlandoni nel testo manca anche «un accenno alla necessità di riconoscere e tutelare il pluralismo delle istituzioni scolastiche come pure il pluralismo del sistema dell'informazione locale»", e "dovrebbe essere richiamata l'esigenza" di favorire «lo sviluppo della cultura e della ricerca nei diversi campi».

Avvenire, 14-7-2004, p. 8









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Pubblicato il: 20.07.2004 (2196 letture)