RECORD Il cattocomunista Vendola è il governatore più pagato
Argomento: Socialismo

Vendola, il governatore più pagato d’Italia

Il pugliese Nichi Vendola, primo governatore di Rifondazione comunista in una Regione italiana, non finisce di stupirci. Tra i governatori delle quindici Regioni che hanno rinnovato in aprile le loro amministrazioni, è in assoluto quello che incassa di più: quasi il doppio, pensate un po', rispetto alle somme che portano a casa mensilmente i suoi colleghi del centrodestra in Lombardia e Veneto…



Il pugliese Nichi Vendola, primo governatore di Rifondazione comunista in una Regione italiana, non finisce di stupirci.
Dopo aver battuto ogni record in fatto di assunzioni e incarichi di sottogoverno (con un occhio di riguardo ai compagni disubbidienti, no-global e pacifisti anti-americani che sfilavano con lui nei cortei dando del «criminale» a Bush e inneggiando a Saddam Hussein e Bin Laden), ha pensato anche alle proprie tasche e, tra i governatori delle quindici Regioni che hanno rinnovato in aprile le loro amministrazioni, è in assoluto quello che incassa di più: quasi il doppio, pensate un po', rispetto alle somme che portano a casa mensilmente i suoi colleghi del centrodestra in Lombardia e Veneto.
Ammontano esattamente a 24.619,94 euro (47 milioni e 670 mila delle vecchie lire) gli emolumenti che il Nichi Vendola presidente della Regione Puglia incassa al mese, e comprendono, con la indennità di carica, anche la diaria ed i rimborsi a forfait per missioni nel territorio regionale che la Lombardia ed il Veneto corrispondono invece separatamente ai propri governatori. Ed il raffronto con gli emolumenti dei presidenti delle due grandi Regioni del Nord-Est è presto fatto.
FORMIGONI E GALAN GUADAGNANO LA METÀ
Per Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, la indennità di carica è di 12.434,32 euro, la diaria di 2.621,52 ed il rimborso forfetario per missioni nel territorio regionale di 3.525,13 euro, per un totale quindi di 18.580,97 euro al mese ed una differenza in meno di 6.038,97 euro rispetto a quello che incassa il pugliese Vendola. Ancora più marcata la differenza in meno che incassa Giancarlo Galan, governatore del Veneto, al quale vanno gli stessi 12.434,32 euro di Formigoni per indennità di carica, gli stessi 2.621,52 per la diaria, ma un rimborso forfettario per missioni nel territorio regionale che è inferiore (2.020,58), per un totale quindi di 17.076,42 euro e una differenza in meno di 7.543,52 euro.
É la Puglia, dunque, il nuovo Bengodi (leggi "paese della cuccagna") d'Italia. Una delle nostre Regioni più povere che, grazie al governo delle sinistre-Ulivo, si consente il lusso di dare al suo governatore (che, guarda caso, è il rappresentante del partito più a sinistra d'Italia, quello di Rifondazione comunista) qualcosa come 11 milioni e 693 e 14 milioni e 606 mila lire in più rispetto a quello che danno ai loro governatori due delle Regioni più ricche d'Italia, la Lombardia e il Veneto, amministrate entrambe dal centrodestra.
«Una vergogna, per Bertinotti ed il suo grande protettore Prodi», il durissimo commento di Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore nazionale di Forza Italia. «Pensano di governare così l'Italia, i grandi leader delle sinistre-Ulivo, se ritorneranno al governo nella prossima primavera? Immagino la reazione dei metalmeccanici della Fiat, soprattutto di quelli in cassa integrazione, quando leggeranno queste strabilianti notizie provenienti da una Regione appena passata da un governatore di Forza Italia ad uno dell'estrema sinistra: si spelleranno le mani per applaudire Vendola e compagni, no? Ma Bertinotti ed il suo "pupillo" governatore della Puglia non sono quelli che, per salvare l'Italia, vogliono subito rialzare le tasse abbassate da Berlusconi e imporre in aggiunta una super-patrimoniale per i redditi medio-alti? Se le nuove tasse debbono servire a raddoppiare gli emolumenti ai governanti, non sarebbe meglio rinunciare a progetti così folli e lasciare qualche euro in più nelle buste-paga dei lavoratori e nell'assegno mensile dei pensionati?"».
Parole sacrosante, che un tempo erano i «grandi difensori della classe lavoratrice» a pronunciare nei comizi ed in televisione e adesso sono i capitalisti del centrodestra a far loro. Può sembrare un paradosso, ma è così. Gli “illuminati” amministratori delle sinistre, in tutt’altre faccende affaccendati (in questi giorni sono interessatissimi, come un tempo i grandi capitalisti, a discutere dei massimi sistemi della economia e delle finanze, per l'acquisto della Banca nazionale del Lavoro da parte dell'Unipol, la costituzione di nuove cordate di super-azionisti amici, etc.), non hanno tempo da dedicare ai problemi dei lavoratori, che in tempi ormai lontanissimi erano "cosa loro".
PROSSIMO OBIETTIVO AUMENTARE LE TASSE
«Le tasse, certo, dovremo farle pagare a chi dispone di redditi elevati, per farne pagare meno ai poveracci e creare nuovi posti di lavoro», continua a ripetere il governatore Vendola nella neo Regione "rossa" Puglia. «Dimentica di dire o finge di averlo dimenticato», è la risposta dell'ex governatore Raffaele Fitto, «che tassa i poveracci non ne pagano già, perché Berlusconi ed il centrodestra non gliene hanno fatto e non gliene fanno più pagare. E dei nuovi posti di lavoro promessi in campagna elettorale dal rappresentante di Rifondazione comunista, per adesso, abbiamo visto soltanto quelli nati dalla vergognosa e scandalosa moltiplicazione di assessorati, commissioni, consulenti veri e fasulli, che sono già costati e costeranno molti milioni di euro alla comunità».
Ma il presidente Vendola, a sentire gli oppositori, si è preoccupato anche di altro. Per esempio, di pagare (lui) meno tasse e farne pagare meno agli amici. Spiegano, i leader del centrodestra, che il "cumulo" della diaria e del rimborso forfetario per missioni nel territorio regionale con la indennità di carica è servito proprio a questo: a rendere "non tassabili" una buona metà degli emolumenti incassati complessivamente. Per dirla in breve, i 47 milioni e mezzo delle vecchie lire che il governatore della Puglia incassa al mese (12 o 14 milioni in più rispetto ai suoi colleghi della Lombardia e del Veneto), sarebbero per gran parte "esentasse".
Un bel marchingegno, certo, inventato e subito sperimentato da un leader dell'estrema sinistra per evadere il fisco. Ed a beneficiarne, con il Nichi governatore, sono in tanti: il presidente ed il vice presidente del Consiglio regionale, il vicepresidente della giunta, gli assessori, i segretari del Consiglio, i presidenti di Commissioni; ed i consiglieri regionali, naturalmente, compresi quelli della opposizione di centrodestra.
Paga, per tutti, il popolo pugliese. Con le tasse che ci sono già e quelle che il governatore Vendola istituirà a breve, anticipando il progetto che il suo grande capo Bertinotti intende realizzare su base nazionale se le sinistre-Ulivo del neo-compagno Prodi vinceranno le elezioni nella primavera del 2006. Insomma, la Puglia come "fucina", per preparare la "grande svolta comunista" in Italia.
Bertinotti, del progetto che ha in testa, non ne ha mai fatto mistero. É il Professore che finge di non capire. A lui, interessa soltanto riconquistare la poltrona di Palazzo Chigi, dalla quale proprio Bertinotti, sette anni fa, lo ha cacciato via. E per riconquistarla, anche con il diavolo è disposto ad allearsi, non soltanto con chi dà del "criminale" all'americano Bush e inneggia sulla piazza ai "grandi benefattori dell'umanità" Saddam Hussein e Bin Laden.

di Gaetano Saglimbeni
La Padania  [Data pubblicazione: 27/08/2005]

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