Campagne: È scontro sulla virata “a sinistra” di ‘Famiglia cristiana’
Argomento: Mass media

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Roma, 13 feb (Velino) - Il settimanale online della diocesi di Milano (incrocinews.it) e il settimanale cattolico più diffuso in Italia (Famiglia Cristiana) vivono giorni piuttosto travagliati a causa delle “accuse” che muov...
(dor) 16:35



      Roma, 13 feb (Velino) - Il settimanale online della
diocesi di Milano (incrocinews.it) e il settimanale
cattolico più diffuso in Italia (Famiglia Cristiana) vivono
giorni piuttosto travagliati a causa delle "accuse" che
muovono contro di loro sia il vescovo di Como, monsignor
Alessandro Maggiolini (stizzito nei confronti del newspaper
milanese) sia il circuito di siti (oltre due milioni di
iscritti, un vero e proprio movimento di cattolici on line)
che ruota attorno al portale fattisentire.net (indignato nei
confronti di Famiglia Cristiana).

Due accuse, quelle mosse a entrambi gli organi di stampa,
che, seppure differenti, hanno in comune il fatto che,
in generale, vanno a criticare un atteggiamento giudicato
un po' troppo sbilanciato verso il centrosinistra guidato
da Romano Prodi.
"Chi risponde delle cose che si scrivono su
www.incrocinews.it, il settimanale online della Diocesi
di Milano?", si è chiesto monsignor Maggiolini.
E ancora: "Chi decide quali questioni
trattare e come? Chi decide i giornalisti che devono
intervenire sulle diverse materie? E quale autorevolezza
hanno i pezzi che compaiono su un organo di stampa che - lo
si voglia o no - è riconducibile alla chiesa ambrosiana? E i
fedeli che leggono si trovano davanti a divagazioni su temi
estemporanei o nei vari interventi devono scorgere una linea
culturale?".

      Roma, 13 feb (Velino) - Le ire del vescovo sono
rivolte a un pezzo dal titolo: "Fino all'11 febbraio niente
par condicio". In sintesi Maggiolini se la prende con il
fatto che l'articolo faccia "l'apoteosi degli 82 mila
elettori che hanno votato nelle primarie per scegliere il
candidato sindaco" di Milano, e con il fatto che, più o meno
velatamente, si sostenga la candidatura dell'ex-prefetto di
Milano. "L'autore del 'pezzo' - scrive Maggiolini - è un
laico, Antonio Airò. Ma la sede in cui scrive è un foglio
che ha qualche attinenza con la Chiesa milanese. Ma non si
va ripetendo da anni che la Chiesa non deve fare politica
partitica? E Benedetto XVI non l'ha ribadito recentemente?
Si avverte la nostalgia di un partito legato alla comunità
cristiana, che impegni i credenti su questioni terrene, di
uomini singoli perfino? Forse occorre ribattere il tasto: la
Chiesa, le diocesi, i preti non si intrufolino in questioni
elettorali. Lascino che la gente scelga gli uomini che
ritiene capaci e onesti quanto è possibile". (segue)

      Roma, 13 feb (Velino) - Dal portale della diocesi di
Milano, al settimanale Famiglia Cristiana, il passo sembra
breve. Famiglia Cristiana è "accusata" di aver risposto, nel
numero del 19 gennaio, in modo "ambiguo" a una
considerazione di un lettore che osservava come a causa
della legge che favorisce l'aborto, in Italia muoiono ogni
anno 130 mila bambini. "Non è la legge abortista che uccide"
ha scritto Famiglia Cristiana, perché "tale legge non ha
reso innocente l'aborto". Parole, quelle di Famiglia
Cristiana, che hanno fatto andare su tutte le furie gli
internauti cattolici, migliaia di "fedelissimi fedeli" che
ogni giorno, on line, si ritrova per discutere liberamente
sui contenuti della propria fede e, anche, per evangelizzare
"on the web". "Per ogni persona che agisca in base a una
coscienza etica - spiegano i promotori della campagna -, è
un dovere rendere difficile l'uccisione di un essere umano.
Tale dovere, per un cattolico, diviene però un obbligo
morale: egli deve agire in modo che le leggi dello Stato
siano il più possibile a misura d'uomo e secondo il piano di
Dio". Tuttavia, l'ambiguità del settimanale 'cristiano'
induce a pensare a una vera malizia a causa del fatto che
proprio in queste settimane hanno corso alcune iniziative
del governo che mirano a verificare se quanto la legge
abortista dispone come 'prevenzione' sia stato applicato.

      Roma, 13 feb (Velino) - La gravità della presa di
posizione del periodico gestito dai Paolini è ulteriormente
accresciuta dalla sua enorme diffusione (900 mila copie
settimanali di cui 300 mila abbonamenti) e dalla sua
capillare presenza nelle chiese, famiglie e persone
sensibili". E ancora: "Nonostante il 'commissariamento'
voluto dalla Conferenza episcopale nel 1997, e l'allontanamento
(voluto dal Vaticano) nel 1998 dell'allora direttore, il
settimanale più diffuso d'Italia continua a far dipendere le
scelte religiose ed etiche dalle simpatie partitiche della
sua redazione. Invitiamo tutti gli italiani - laici o
credenti - a sottoporre al vescovo della propria zona il
'problema Famiglia Cristiana'. Identica domanda può essere
rivolta - di persona - al proprio parroco".
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