Campagne: Anche l’acqua S. Anna boicotta il Codice
IL CASO “DA VINCI” 
Dopo le proteste dei consumatori,  l’azienda di Vinadio ha bloccato un concorso legato al bestseller Usa

 

da: Libero, 20 maggio 2006




Niente più pubblicità al Codice da Vinci sulle bottiglie d’acqua minerale Sant’Anna. Lo ha deciso ieri l’azienda che gestisce la fonte di Vinadio, in provincia di Cuneo, rispondendo alle proteste di un consumatore.
Anzi, per bloccare una valanga di messaggi di posta elettronica che dicevano: «Vengo a scoprire con orrore che promuovete un concorso legato a un libro e a un film che offendono e calunniano la Chiesa cattolica, ridicolizzando e discreditando ciò in cui credono milioni di persone nel mondo e per cui nella storia migliaia di persone hanno offerto la propria vita. Credo che non comprerò più la Vostra marca e che consiglierò di fare altrettanto a tutti gli ambienti cattolici che abitualmente frequento».
Una minaccia di boicottaggio in piena regola, perché fra l’altro ai cattolici sembrava un po’ strano, se non blasfemo, che proprio comprando un’acqua minerale che porta il nome della mamma di Maria Vergine (la nonna di Gesù Cristo) si partecipasse al concorso a premi per vincere il romanzo di Dan Brown. In più la sorgente sgorga «dal santuario mariano più alto del mondo», ammette imbarazzato l’amministratore delegato di Sant’Anna, Alberto Bertone.
Sulle prime, in realtà, il servizio consumatori dell’azienda aveva un po’ snobbato la questione, rispondendo che «la nostra collaborazione con il Codice da Vinci non ha nessuna ragione di sostegno ad alcuna teoria in esso contenuta. Noi abbiamo un accordo pubblicitario con la Sony e non con l’autore del film né del libro. L’accordo con la Sony riguarda una serie di film che comprendono anche questo. Dei film in oggetto non conosciamo spesso neanche la trama né il titolo. La invito a ricordare che si tratta comunque di un romanzo che è diventato un film, anzi di un thriller frutto della fantasia ed in quanto tale va interpretato». Ma senza nemmeno accennare all’annullamento del concorso.
Piccata la replica del consumatore: «Se fosse stato un film pornografico, o un romanzo dai contenuti antisemiti o che celebra la pedofilia o un’opera violentemente antiislamica voi non vi sareste accorti e avreste accettato lo stesso??!! La verità è che il libro e il relativo film essendo solo anticattolico - e poiché sparlare della Chiesa cattolica è uno sport internazionale che pare non produca conseguenze - vi permettete di chiudere un occhio».
Poi la resa, dopo che una campagna, dai toni civili e non violenti, lanciata via e-mail dal sito fattisentire.net, aveva intasato le linee dell’azienda, ormai obbligata a rispondere: «Prendiamo atto del giusto risentimento nei confronti del nostro concorso. Ci rendiamo conto di avere involontariamente urtato la Sua sensibilità umana e cristiana. In considerazione di quanto sopra abbiamo già provveduto alla sospensione dell’iniziativa».
Riabilitata, l’acqua Sant’Anna ora potrebbe essere utilizzata per spegnere un fuoco divampato sulle pagine dell’Unità. I Democratici di sinistra preferirebbero creare il mostro oscurantista e intollerante. Così, ieri, la prima pagina del loro quotidiano enfatizzava l’idiozia di due oscuri esponenti del centrodestra ciociari. A Stefano Gizzi della Democrazia Cristiana e Massimo Ruspandini di Alleanza Nazionale è venuto in mente di organizzare per stasera, a Ceccano, un rogo del romanzo di Dan Brown. Era un’occasione imperdibile per chi vuole paragonare i cristiani ai musulmani che mettono la taglia sui vignettisti danesi che ritraggono Maometto. Ma il giornale ex comunista non attacca i fondamentalisti islamici. Si spinge oltre, parlando di Ku Klux Klan, campi di sterminio, nazismo. Tutto per colpa di un pollo chiamato, guarda caso, Ruspandini.
Andrea Morigi

Valutazione Articolo

Punteggio Medio: Ottimo (Ottimo) - Voti: 16

Argomenti Correlati

La cappa ideologicaLibertà religiosaPartecipazione del cittadino

Spiacente, non sono disponibili i commenti per questo articolo.