E adesso dicono che l'estate è finita
di Riccardo Cascioli

Da Sviluppo & Ambiente
http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=228

Giovedì 9 agosto, al mattino, guardo distrattamente il TG5 finché appare il volto del simpatico colonnello Mario Giuliacci per aggiornarci sulle previsioni del tempo. Scopriamo così che dopo giorni di piogge e vento al centro nord e temperature nettamente più basse della norma in tutta Italia, le temperature risaliranno leggermente nel fine settimana ma dopo Ferragosto ci sarà ancora un’ondata di maltempo. Insomma, conclude Giuliacci, “possiamo dire che l’estate è finita”.


Finita? Come è finita? Con pochi giorni di caldo intenso a giugno (peraltro quasi esclusivamente nel sud) e un po’ di caldo a luglio? Io me lo ricordo bene il colonnello (in pensione) Giuliacci quando a febbraio-marzo – dopo un inverno eccezionalmente caldo – imperversava in tv e sui giornali annunciandoci con il suo sorriso che saremmo andati incontro a un’estate torrida, forse addirittura peggio di quella del 2003, quella dei tanti anziani morti tanto per intenderci.

E non era solo: ci ricordiamo bene il colonnello Giancarlo Bonelli (ex volto meteo del TG2) a una puntata di Porta a Porta, quando ci mostrò tutte le mappe che prevedevano il tempo estivo mese per mese. Faceva sudare soltanto a sentirlo, non c’era scampo: i modelli elaborati dal computer annunciavano senza tema di smentita che bisognava prepararsi a un’estate da incubo.

Leggermente più prudente Giampiero Maracchi, climatologo del CNR di Firenze, che all’inizio di aprile correggeva al ribasso le previsioni, almeno per la seconda parte di agosto, ma guai a rilasssarsi. Perché – ci spiegava – “il clima è ormai guasto” e quindi possiamo aspettarci di tutto.

Sono solo alcuni esempi, ma tutti ricordiamo l’incessante martellamento che è andato avanti per mesi sull’estate terribile che stava per arrivare. Tanto che, secondo quanto riportato dai giornali, le vendite di condizionatori d’aria sono schizzate alle stelle con un aumento nel 2007 del 40% su un fatturato peraltro già rilevante visto che in Italia ci sono oltre 13 milioni di apparecchi (del resto sono anni che ci terrorizzano con il caldo che verrà). Salvo poi lanciare l’allarme black-out alle prime giornate calde di luglio, e giù inviti a non usare i condizionatori, l’iniziativa di non portare giacca e cravatta e altre stupidaggini del genere.

E come dimenticare che dopo aver previsto per mesi un’estate torrida abbiamo visto il colonnello Giuliacci tra maggio e giugno fare la pubblicità per i condizionatori d’aria, senza peraltro che neanche un’associazione di consumatori abbia, non dico denunciato, ma almeno sollevato un dubbio sulla correttezza di questi comportamenti (vogliamo parlare di conflitto d’interessi)?

E adesso ci vengono a dire che l’estate è finita, come se nulla fosse, come se non avessero detto prima quello che hanno detto. E il prof. Maracchi, sul Corriere della Sera dell’11 agosto, mescola le carte riuscendo a dimostrare che ha ragione lui: “Il clima è guasto”, questo è il problema, continua a ripetere. Ma allora, perché continuano ad andare su tutti i giornali e tv facendo previsioni che si rivelano puntualmente errate ma che intanto – oltre a gonfiare il loro portafoglio - creano “un’ansia globale”, come ha giustamente detto Giuliano Ferrara sul Foglio?

Io credo che “guasti” siano questi signori e sarebbe ora che si cominciasse a valutare i danni che stanno provocando e a chiedergliene conto. Ad esempio, potrebbero cominciare coloro che hanno acquistato un condizionatore senza neanche averlo usato: perché non chiedere al colonnello Giuliacci di rimborsare i cittadini turlupinati?

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