Professore afferma la storicità dei Vangeli non è in discussione: sospeso
Professore cacciato perché crede alla storicità dei Vangeli

PALAZZOLO SUL BRENTA (PD) - Dopo la parola " peccato", c'è un'altra espressione che, se pronunciata pubblicamente, può costare caro: " storicità dei vangeli". Ne sa qualcosa Franco Damiani, bandito dal Liceo scientifico di Palazzolo sul Brenta ( Padova), dove insegnava latino, storia e italiano. Cosa che ora gli è vietata da un provvedimento del direttore scolastico del Veneto, Carmela Palumbo. Damiani non è sconosciuto ai lettori di Libero, grazie ad alcuni articoli che a lui dedicò Renato Farina: nell'ottobre 2000 il professore fu oggetto di una pesante contestazione guidata dai centri sociali di Venezia, che ne chiesero l'allontanamento dall'insegnamento nella sua ex scuola, l'Istituto turistico di Mestre. Era colpevole di aver proposto in classe, accanto alle tesi " ufficiali", alcune letture cosiddette revisioniste su certi episodi del '900, dall'Olocausto (che comunque Damiani non ha mai negato) alla Resistenza. Lo stesso docente finì oggetto di un'interrogazione parlamentare nella quale sei diessini, tra cui Furio Colombo, Pietro Folena e Beppe Giulietti, lo definirono " apertamente filonazista".

Meno di un anno dopo lo stesso Colombo, diventato direttore dell'Unità, lo attaccò duramente nel corso di una trasmissione su Radio 3 e sulla " fascia rossa" del suo quotidiano. Una commissione scagionò completamente Damiani, peraltro sempre difeso a spada tratta dai suoi stessi alunni: oggi la storia si ripete, con conseguenze decisamente più gravi. Prima ancora del professore, nel 2004 a Palazzolo arriva la sua fama, tanto che il presidente del comitato genitori della scuola già in giugno paventa al provveditore agli studi " gravi conseguenze " in vista del suo arrivo, pur non avendolo ( tuttora) mai conosciuto. In una delle prime lezioni nella II C, Damiani ha l'ardire di osservare che, per la Chiesa, la storicità dei vangeli non è in discussione. Si badi: non ha imposto agli studenti il riconoscimento dai Vangeli come documento storico, ha fatto presente che la dottrina cattolica non affida il giudizio sulla storicità all'interpretazione del fedele, ma la propone come suo contenuto fondante. Per spiegarsi, Damiani dice che "un ebreo può contestarne la storicità, un cattolico no".

In classe si accende una salutare discussione: è dopo che scoppia il finimondo. Il giorno successivo i genitori si riuniscono d'urgenza, accusano Damiani di razzismo e proselitismo e minacciano: entro l' 8 ottobre o se ne va lui, o gli alunni. Il 1 ° ottobre Damiani è assente per un convegno extrascolastico: una nuova assemblea di classe provoca una contestazione d'addebito da parte del dirigente scolastico, dottor Cerchiaro. Al suo ritorno, Damiani tenta di spiegare le sue posizioni in classe, ma gli studenti a partire dalla data prevista abbandonano l'aula all'arrivo del docente. La scena surreale si ripete per 50 giorni, accompagnata da ripetute lettere anonime e nuove accuse.

Nel frattempo si apre un'ispezione, ma, prima che questa abbia un esito ufficiale, arriva la sospensione firmata dalla Palumbo, disposta "in relazione alla gravissima situazione di disagio creata dal professore". Da allora ( 27 novembre) Damiani è a casa senza lavoro, con un assegno pari alla metà del suo regolare stipendio. "I ragazzi sono oggetto di una polemica strumentale e politica di cui sono le prime vittime, visto che hanno perso quasi due mesi di lezione", dice Damiani. "Si è instaurato un clima per cui si preferisce, per quieto vivere, sacrificare la libertà di insegnamento, ossia l'origine stessa della scuola" .

di MARTINO CERVO


Libero 16 dicembre 2004

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