Fatti Sentire!: Dal mondo

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I Pro Vita del Piemonte
contro la Bresso

“Per tutto l’arco del mandato che va a concludersi, la presidente Bresso, con la sua giunta, ha connotato la sua azione con una costante e pervicace politica di opposizione alla vita e alla famiglia”. È così che Federvita Piemonte, che raggruppa settanta tra Movimenti per la Vita e Centri di Aiuto alla Vita, esordisce nel suo Comunicato stampa Elezioni regionali 2010.
La Bresso, si osserva, “è una bandiera nazionale dell’attacco alla vita”. La governatrice non ha mai fatto mistero della sua avversione alla Chiesa (“Quale è la differenza tra l’Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah?”) e della collaborazione, in tema di aborto, con Emma Bonino.
Federvita Piemonte, pertanto, ritiene fortemente auspicabile un’alternativa alla rielezione di Mercedes Bresso alla guida della Regione Piemonte.
Con buona pace dell’Udc-Casini…

 

 

Leggi il Comunicato Stampa del Federvita Piemonte,
che è molto ben documentato!

 

Argomento: Dal mondo

Chi c’era dietro le quinte
del caso Boffo-Feltri?

Sui mezzi di stampa in questi giorni circolavano affermazioni, poi riprese da Antonio Socci, a dir poco impressionanti…

 

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Gender e nozze gay.
Il Consiglio d’Europa rinvia ad aprile

L’assemblea del consiglio d’Europa ha rinviato alla commissione delle questioni giuridiche e dei diritti dell’uomo la bozza di risoluzione sul gender, che verrà riportata nell’assemblea parlamentare di Strasburgo il prossimo aprile. Il documento, in nome della lotta alla discriminazione contro l’orientamento sessuale e il cosiddetto gender, opera una forte azione di lobbying giuridica, politica e culturale per aprire la strada nel vecchio Continente al matrimonio gay e alla possibilità di adozione per le coppie omosessuali, prefigurando anche una sorta di reato di opinione per chi osi esprimere valutazioni etiche o religiose in merito. Da notare che il Consiglio, diversamente dall’Unione europea, raggruppa ben 47 stati membri, includendo numerosi paesi dell’Est europeo di forti radici cristiane, che si affacciano al confronto con il mondo occidentale dopo la chiusura del comunismo. Martedì Amnesty, Human Rights Watch e Ilga avevano tenuto una riunione nel Palazzo d’Europa per sostenere la risoluzione…
 
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La spiegazione del Catechismo
di san Pio X

È stata pubblicata una nuova edizione anastatica della "Spiegazione del catechismo di San Pio X" di Padre Dragone, la cui ultima edizione risaliva al 1963 e che oggi era diventato praticamente irreperibile. Il testo è un vero gioiello e si colloca certamente tra quei classici della Buona Dottrina che paiono intramontabili. Il volume di padre Dragone, che per la sua imponenza e notorietà fu detto subito “il Dragone”, consta di oltre 700 pagine. Un libro per fare il catechismo ai propri figli di qualunque età essi siano. Adatto anche per la formazione personale degli adulti. Con esso hanno insegnato la dottrina ai bambini ed ai ragazzi diverse generazioni di catechisti. Ogni domanda del Catechismo Maggiore viene lungamente spiegata con molta chiarezza e semplicità, anche con l'aiuto di esempi ed esortazioni. Contiene la spiegazione delle prime nozioni della Fede cristiana, il Credo, i comandamenti, i precetti e le virtù, i sacramenti, la preghiera. Nella prefazione il Beato Giacomo Alberione raccomandava vivamente il testo segnalandone questi pregi specifici: «sicurezza e chiarezza di dottrina; trattazione completa di tutto l’insegnamento teorico e pratico; relativa brevità, pur essendo una ricca miniera per il catechista; sana modernità ed elevatezza di pensiero, insieme alla necessaria semplicità; giusta proporzione tra le parti: dogma, morale, culto» (p. 5).
Buona lettura!
 
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GENOVA
valanga di NO alla moschea

Grande successo del referendum popolare organizzato dal Carroccio. Oltre 5.000 cittadini si sono recati ai seggi della Lega. Un avvertimento chiaro a sindaco e amministrazione: non possono ignorare la volontà dei cittadini.
«Volete voi la moschea in via Bartolomeo Bianco?». A votare, nelle strade e nelle piazze di Oregina e San Teodoro, quartieri popolari alle spalle del porto, ci vanno in 5287, e 5228 rispondono «no», solo in 49 «sì». Al referendum autogestito ieri a Genova dalla Lega Nord (aperto soltanto ai residenti della zona) c’è andato circa il 18% dei 29 mila elettori potenziali della zona, da sempre di sinistra; unico dissenso, il lancio di una decina di uova da parte di un gruppo di giovani, forse dei centri sociali, contro uno dei gazebo-seggio, oltre alle scritte antifasciste davanti alla sede che la Lega ha aperto in zona.
Il sindaco Marta Vincenzi e la sua giunta di centrosinistra hanno bocciato la consultazione come una provocazione ed un’iniziativa di parte. Ma la Lega esulta: «Sono venuti anche molti elettori del Pd»…

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LA VERA STORIA DI EMMA

L’abortista fai da te
che vuole prendersi il Lazio

La candidata del Pd nel Lazio, Emma Bonino, negli anni ’70 aspirava i feti con la pompa delle biciclette e li gettava nella spazzatura. Si fece pure fotografare mentre aspirava un feto. La Bonino praticava aborti e se ne vantava. Per questo fu arrestata. E oggi pur di prendere voti si accredita come amica del Vaticano. La storia che nessuno vuol ricordare…

Leggi la storia che non è da rimuovere.

 

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Rabbino Rosen: Israele tratta il Vaticano in modo oltraggioso

A poche ore dall’incontro fra Benedetto XVI e la comunità ebraica di Roma, David Rosen accusa lo Stato di Israele di non onorare gli accordi fatti con il Vaticano nel ’94, al varo dei rapporti diplomatici. Egli accusa anche “xenofobi” di diffondere voci false contro il Vaticano…

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SUONA LA SVEGLIA
per l'Osservatore Romano

Finalmente anche l’Osservatore Romano pubblica oggi, dopo sei giorni dai funerali, l’annuncio della morte del confessore della fede mons. Leo Yao Liang, vescovo cinese della chiesa clandestina, condannato ai lavori forzati per il “crimine” di voler rimanere fedele al Sommo Pontefice e alla Chiesa universale. Infatti, dopo che AsiaNews aveva dato la notizia della morte e dei funerali di questo confessore della fede, era seguito un quasi generalizzato silenzio, anche nei mezzi di comunicazione cattolici, compreso l’Osservatore Romano. Silenzio interrotto il giorno 9 - due giorni dopo i funerali del compianto presule ed in seguito anche alle proteste circolate nella net - dal Foglio (Paolo Rodari, La politica vaticana in Cina è attendista e l’addio al vescovo Yao lo dice). Solamente ieri, 11 gennaio, dal Vaticano si dava ufficialmente notizia del decesso e si tracciava un commovente profilo del vescovo Yao (Mons. Yao è stato veramente il buon pastore che dà la vita per le sue pecore) con un comunicato dell’agenzia Fides (agenzia di informazione della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli), ripreso poi anche da Radio Vaticana e dal blog Settimo cielo di Sandro Magister.
Oggi è arrivato anche l’Osservatore Romanomeglio tardi che mai caro prof. Vian.

Nella Foto: I Funerali di Mons. Yao, ai quali hanno partecipato più 5.000 persone con -30° di temperatura.

Riportiamo il comunicato integrale dell’agenzia Fides

 

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Un Marx contro la Merkel

L'arcivescovo di Monaco di Baviera, mons. Reinhard Marx, in un'intervista al settimanale 'Der Spiegel' accusa il cancelliere protestante, Angela Merkel, di aver di fatto condotto il partito cristiano-democratico (Cdu) a dire addio ai principi cristiani. Anche dal partito piovono dure critiche.
Quando vinse le elezioni tedesche lo scorso 27 settembre, Angela Merkel sembrava destinata a un futuro politicamente tranquillo, ma ora due terzi dei cittadini sono insoddisfatti del nuovo governo e la popolarità della leader conservatrice subisce un vero e proprio crollo.
Così passa la gloria del mondo, Signora Cancelliere!

 

 

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Addio don Zega,
direttore “ribelle”

Don Leonardo Zega, lo storico direttore di Famiglia Cristiana, è morto ieri (5 gennaio) a Milano è morto stroncato da un infarto, aveva 81 anni. Era appena rientrato a Milano dopo un viaggio.
Don Zega era stato al vertice del settimanale dall'aprile 1980 al marzo 1998. Le sue idee «liberal» lo portarono allo scontro con il Vaticano. Il nome di don Leonardo Zega è, infatti, indissolubilmente legato alla rubrica «Colloqui con il padre», dove per 18 anni, dal 1980 al 1998, siglandosi semplicemente con le proprie iniziali, il sacerdote ha dato risposte audaci ai suoi lettori su temi come omosessualità, rapporti prematrimoniali, pillola, aborto. Le sue posizioni vennero visite dai vertici ecclesiastici come una sorta di ribellione. Tanto che, nel 1997, il cardinal Camillo Ruini, allora presidente della Cei, censurò apertamente la linea editoriale di Famiglia Cristiana per la sua "estrema spregiudicatezza". Nel 1998 la Santa Sede decise di commissariare i Paolini, editori di Famiglia Cristiana. E Don Leonardo Zega decise di dimettersi…

 

Nella FOTO: Don Leonardo Zega, a sinistra nella foto che lo ritrae con il confratello don Giuseppe Soro, direttore generale dei Periodici San Paolo e già vicedirettore di Famiglia Cristiana, deceduto anche lui il 17 novembre 2009, a 63 anni di età. Don Zega aveva diretto "Famiglia Cristiana" dal 1980 al 1998; attualmente dirigeva "Vivere - Club3".

 

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Chiesa perseguitata…

Muore Vescovo sotterraneo di Xiwanzi.
Massima sicurezza per i funerali

Mons. Leo Yao Liang, vescovo coadiutore di Xiwanzi (Hebei) è morto lo scorso 30 dicembre in ospedale, circa un anno dopo aver subito quasi 3 anni di detenzione. Aveva 86 anni. Sebbene l’area sia sotto una neve altissima, si attendono migliaia di fedeli per i funerali. Il governo non permette l’esposizione delle insegne episcopali perché riconosce Mons. Yao solo come sacerdote; vieta la pubblicazione di necrologi e permette solo a tre sacerdoti di presenziare al rito…

Argomento: Dal mondo

Perché torniamo sempre davanti al presepe, dove c’è un Bimbo che ha fatto il sole e le stelle

Rimiriamoci il presepe di casa nostra. Quel luogo che accoglie e compone figure di reciproca e bizzarra estraneità. Pastori e re, ladri e soldati, vagabondi e magi, contemplatori dei cieli e uomini della terra, pii pellegrini e predoni. Il segreto di questa gran macchina allegorica è il fascino poderoso e gentile dell’infanzia divina che si manifesta, tenera e indifesa, per chiedere adorazione. Quelle mani così piccole sono le stesse che vedete trafitte sulla Croce, sono le mani in cui è racchiusa la signoria dell’universo…

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

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La dittatura del relativismo
e l’Irlanda

L’Irlanda è tutt’oggi una nazione profondamente cattolica, ma sulle pagine dei giornali viene presentata come il paese della arretratezza culturale e sociale, a causa della sua opposizione al Trattato di Lisbona, della sua legislazione pro-life (nel 1983 la Costituzione è stata addirittura emendata per affermare che il feto possiede il diritto alla vita fin dal suo concepimento) e degli abusi su minori che hanno trovato radici – purtroppo! – anche in una minoritaria parte del clero e dei religiosi. In fondo – è questa la tesi sommersa che si vuol far passare - l’Irlanda è così arretrata perché è profondamente cattolica.
Non si dimentichi, però, che per la vulgata della “dittatura del relativismo” tutto ciò che è cattolico è sempre anti progresso e anti umano.
Ed ogni opportunità serve a riaffermarlo…

Narriamo un caso di sana caparbietà irlandese.

Argomento: Dal mondo

 Quei posseduti
dal mostro dell’odio

L’odio è quella grande e paurosa forza che rimane sepolta nell'inconscio collettivo e che nutrita dalla cultura degli insulti e della calunnia, viene risvegliata e poi esplode improvvisamente insanguinando le guerre civili, le faide fratricide. La vicenda dell’attentato a Berlusconi non può essere liquidata come l’esplosione di un caso singolo di follia politica e con un generico e buonista invito a cessare la campagna di odio. Perché di ciò che è avvenuto vi sono responsabilità politiche ben precise. I veri responsabili nascondono la mano. Sono tutti coloro che sospingono tenacemente la “massa di manovra” (quella formata dai vari Tartaglia e dalla massa anonima dei “tristi” che non vogliono sorridere) sulla via dell’odio, facendo nel corso degli anni di Silvio Berlusconi il “mostro” che distrugge la società, la causa di tutti i mali d’Italia. In realtà questi “seminatori di odio” vogliono solo la sovversione radicale, quella che solo distrugge. Loro sono i posseduti dal mostro dell’odio, sono i figli della rivoluzione permanente, quella che ha le sue radici profonde…nell’inferno.

 

Argomento: Dal mondo

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
dopo l’Innocente Crocifisso
se la prende ora con gli innocenti indifesi

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dopo aver attaccato l’Italia per il Crocifisso, adesso ci riprova con l’Irlanda per imporle l’aborto…

 

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Il rifiuto dei minareti, occasione per ripensare l’Islam e l'Europa

I sondaggi in Europa mostrano che il referendum elvetico avrebbe vinto anche in Francia, Olanda, Belgio, Italia, Spagna, Germania, Austria. Il no ai minareti è il no alle crescenti (e mai sazie) richieste islamiste. La popolazione europea pensa in modo diverso dai suoi leader e vuole riaffermare la sua identità.
Il no ai minareti è un invito al vero dialogo e un fermo no alla dissoluzione…

 

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Usa, il senato di New York
boccia i matrimoni tra gay

Il senato della Grande Mela ha bocciato la legalizzazione dei matrimoni omosessuali. Hanno votato contro trenta deputati conservatori e otto democratici. Bloomberg: "Sono molto deluso"…

 

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L'offensiva del Cardinal Caffarra
"DIO VI GIUDICHERÀ”

Il comma 3 dell’articolo 42 del progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale dell’Emilia Romagna (paragonabile ad una “finanziaria” regionale) ha intenzione di parificare, nell’accesso ai servizi sociali e sanitari, le coppie sposate a quelle di fatto e ai singoli individui.
L’Arcivescovo di Bologna, il Cardinale Carlo Caffarra, ha contestato fortemente questa riforma, con un appello pubblico ai politici “come cittadino, cristiano e vescovo”. Per il cardinale, l’approvazione di tale disposizione avrebbe “a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale”. Caffarra afferma che “vi possono essere leggi gravemente ingiuste, come sarebbe questo comma se venisse approvato, che non meritano di essere rispettate” e che il suo appello non può essere considerato una “indebita ingerenza clericale”: nonostante ciò, chiede di “riflettere seriamente”, poichè “Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso”.
Il presidente della Regione Vasco Errani ha risposto che l’appello del prelato, seppure “inedito” va valutato “con grande rispetto, come doveroso”, prospettando un possibile incontro chiarificatore con il card. Caffarra e rassicurando sul fatto che l’articolo del progetto di legge in questione “non ha certo intenzione di intervenire sulla definizione di famiglia che è normata nella Carta Costituzionale”.
Leggi il testo integrale dell'appello ai politici del Cardinal Caffarra.
 
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Sì ai minareti e sì all’abolizione del celibato

Mons. Norbert Brunner, vescovo di Sion, e presidente designato della Conferenza episcopale svizzera, il cui mandato inizierà nel gennaio prossimo e durerà due anni, ha rilasciato un’intervista al settimanale elvetico NZZ am Sonntag in cui ha affermato che in Svizzera sarebbe possibile ordinare sacerdoti uomini sposati. Mons. Brunner succede nella carica di presidente della Conferenza episcopale a monsignor Kurt Koch, vescovo di Basilea.

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Sorpresa: gli svizzeri dicono “NO” ai minareti

Niente più minareti in Svizzera. I quattro esistenti bastano e avanzano.
Domenica 29 novembre il 57,5% dei votanti ha approvato la messa al bando di nuovi minareti nel referendum promosso dalla destra nazional-conservatrice. Il sì all'iniziativa è stato infatti massiccio. Appena quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l'iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove ha ovunque vinto i sì all'iniziativa con percentuali significative, come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% ad Appenzello interno.
La costruzione del primo minareto svizzero si deve al magnate del cioccolato Philippe Suchard, appassionato di architettura orientale, avvenuta nel 1865 a Serrière (cantone di Neuchatel). La prima vera moschea con minareto, invece, fu eretta nel 1963 a Zurigo. Il minareto di Ginevra è stato costruito nel 1978 e sono poi seguiti quelli di Winterthur (Zurigo ) e di Wangen bei Olten (Soletta).
Il “no” ai minareti non è un “no” al diritto di preghiera per i musulmani, ha esplicitamente affermato il parlamentare Oskar Freysinger dell'Unione democratica di centro, tra i promotori del referendum. «Il divieto dei minareti rappresenta un messaggio. La società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell'islam», ha detto Freysinger.
Per il governo e la maggioranza dei partiti che avevano fatto campagna contro l'iniziativa si tratta di una cocente ed imbarazzante sconfitta.
L’establishment da una parte, dunque, e gli svizzeri dall’altra.
Grande sorpresa e delusione anche dei vescovi cattolici per il “no” ai minareti sì degli elettori svizzeri: «il sì al referendum aumenta i problemi della coabitazione tra religioni e culture» - afferma la nota firmata dalla Conferenza episcopale elvetica. In un’intervista a Radio Vaticana, il segretario della Conferenza episcopale svizzera, mons. Felix Gmur, ha affermato che i vescovi elvetici non sono "per niente contenti" del voto dei loro concittadini e che «il Concilio Vaticano II dice chiaramente che è lecita per tutte le religioni la costruzione di edifici religiosi, e anche il minareto è un edificio religioso».
In Italia il viceministro delle Infrastrutture Roberto Castelli (Lega Nord) esulta per il risultato del referendum sui minareti in Svizzera. «Occorre – ha dichiarato - un segnale forte per battere l’ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega». Da qui la proposta: «Credo che la Lega possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana». «Spero che il partito di cui mi onoro di far parte faccia propria la mia proposta».

Leggi di seguito gli articoli di Vittorio Messori e di Paolo Del Debbio.

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COMUNIONE NEGATA
ad un figlio di Ted Kennedy
"E' a favore dell'aborto"

 
Il vescovo di Providence (Rhode Island), mons. Thomas Tobin, ha negato a Patrick Kennedy la Santa Comunione perchè il deputato Democratico è cattolico, ma favorevole all'aborto. Lo ha rivelato lo steso Kennedy in un'intervista al The Providence Journal. "Mi ha ordinato di non prendere la Comunione
e mi ha detto di aver ordinato a tutti i sacerdoti della sua diocesi di attenersi a questa indicazione".
 
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L'Estremadura spende 14mila euro:
corsi di masturbazione gratuiti
per studenti tra i 14 e 18 anni

 
L’Estremadura è una regione spagnola, a guida socialista, che non ha soldi da sprecare. È infatti la terza regione con più disoccupati di Spagna ed è una delle più povere del Paese. Da qualche giorno però l'attenzione mediatica si è rivolta a un corso di “educazione sessuale” itinerante per adolescenti, intitolato «Il piacere è nelle tue mani», comprendente anche un workshop su ‘autoerotismo, masturbazione e gadget erotici’. L'appalto infatti è andato ad un negozio erotico di Madrid, chiamato «I piaceri di Lola»…
Incredibile, ma tristemente vero.
 
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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
AL PRESIDENTE DELLA CEI

Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato all'Em.mo Card. Angelo Bagnasco, in occasione dei lavori della 60a Assemblea Generale della CEI che si stanno svolgendo ad Assisi, dal 9 al 12 novembre.
Vari i temi trattati: educazione, Anno Sacerdotale, questione meridionale…
Sui lavori della Cei e su tutta l'Italia il Papa invoca la speciale protezione di Maria alla quale, 50 anni fa, i Vescovi Italiani consacrarono la nostra Nazione.

 
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Anche gli ebrei italiani
non Lo vogliono vedere…
Ma solo a scuola?

Reazioni alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo sul Crocifisso arrivano anche dalla comunità ebraica italiana.
L’intervento del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni: “Da un punto di vista teorico ritengo che gli edifici pubblici come casa di tutti non debbano avere simboli di una fede specifica; tuttavia mi rendo conto che l'applicazione rigorosa di questo principio in Italia potrebbe offendere sensibilità e storie radicate. Per questo motivo bisogna distinguere tra teoria e realtà ed evitare di intraprendere guerre di religione” (Adnkronos). Già in passato Di Segni parlando del crocifisso aveva affermato: “Per noi è prima di tutto l'immagine di un figlio del nostro popolo che viene messo a morte atrocemente; ma è anche il terribile ricordo di una religione che in nome di quel simbolo, brandito come un'arma, ha perseguitato, emarginato, umiliato il nostro ed altri popoli, cercando di imporgli quel simbolo come l'unica fede possibile e legittima. La storia passata della Chiesa ha trasformato quel simbolo, che dovrebbe essere di amore, in un segno di oppressione e intolleranza” (Morashà).
L’intervento di “Moked” (in ebraico questa parola significa “messa a fuoco”), l'organo online dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), con un articolo di Margherita Sacerdoti, in cui l’autrice afferma che la Corte europea ha messoun punto fermo sulla carenza d’imparzialità e di laicità in Italiae che “la decisione della Corte di Strasburgo dimostra anche l´importanza di far parte di una società di stati che si è dotata di istituzioni sovrastatali capaci di garantire i diritti degli individui anche quando i propri governi si dimostrano incapaci di farlo”.
Il Governo italiano è avvisato… così pure è avvisata la grande maggioranza degli italiani...



Leggi l’articolo integrale: “Una chiara lezione dalla Corte europea
Argomento: Dal mondo

GIÚ LE MANI DAL CROCIFISSO

Il pensiero del Vescovo di San Marino-Montefeltro, Mons. Luigi Negri, sulla decisione della Corte di Strasburgo di vietare la presenza dei crocifissi nella aule scolastiche. Mons. Negri propone anche un esame di coscienza al mondo cattolico: “La vicenda di Strasburgo nella sua brutalità è anche una conseguenza di troppo irenismo che attraversa il mondo cattolico da decenni, per cui la preoccupazione fondamentale non è la nostra identità ma il dialogo ad ogni costo, andare d’accordo anche con le posizioni più distanti”…

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Tempi, 3 settembre 2009

«Diffondevo contraccentivi in Africa. Oggi dico che solo la fedeltà coniugale batterà l’Aids». Parla Edward Green, professore di Harvard

di Rodolfo Casadei


«Sudafrica. Coordinerò la promozione di programmi incentrati sulla riduzione del numero dei partner sessuali, la fedeltà di coppia e l’astinenza, rivolti a leader tradizionali e religiosi. Lavorerò sotto l’egida dell’Ubuntu Institute, una Ong presieduta dal genero di Nelson Mandela. Valorizzeremo cerimonie e rituali tradizionali. Sarà un approccio molto indigeno, il contrario del modello top-down internazionale, il contrario della promozione di tecnologie e medicinali americani».

Mancano quattro mesi alla definitiva chiusura del suo programma di ricerca sulla prevenzione dell’infezione da Hiv ad Harvard, ed Edward Green ha già deciso la mèta del suo esilio. Messo alla porta dalla famosa università americana per le sue ultradecennali posizioni troppo controcorrente in materia di lotta all’Aids – culminate nella difesa della dichiarazione papale sulla dannosità del condom in occasione della visita in Camerun e Angola – l’antropologo della medicina (65 anni) ha deciso che non andrà in pensione, e lo fa sapere col consueto accompagnamento di frecciatine polemiche.
Argomento: Dal mondo
  
La Sanità del Lazio affonda.
E Marrazzo scrive:
«Ho operato
per il bene della comunità del Lazio»
 
Nel testo della lettera che Piero Marrazzo ha inviato ieri al presidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Astorre, e al vicepresidente della Giunta regionale, Esterino Montino, nella quale il governatore si dimette dalla carica di presidente della Regione, si trovano queste parole: «Comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili dalla carica di presidente. A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato voglio dire che, finchè mi è stato possibile, ho operato per il bene della comunità del Lazio. Mi auguro che al di là dei miei errori personali questo mi venga riconosciuto».
Intanto la sanità del Lazio – come ricordava ieri l’Avvenire - è a rischio di tracollo. I bilanci della sanità laziale sono da tempo in uno stato disastroso. L’attuale giunta a ottobre 2006 aveva denunciato un debito di 10 miliardi 196 milioni ereditati dalla giunta Storace. Il governatore Marrazzo da un anno è stato nominato dal governo commissario ad acta. E la cura dimagrante sta facendosi sentire. Un anno fa è stato chiuso in pieno centro a Roma l’antico ospedale San Giacomo. Ora la scure si abbatte anche sulle strutture pubbliche religiose. Proprio il Cristo Re il 16 ottobre ha ricevuto dalla Regione Lazio la comunicazione che la rimessa regionale di ottobre non sarebbe stata di 2 milioni 364 mila euro, ma un milione 182 mila. Una situazione di difficoltà che accomuna anche gli altri ospedali classificati della Regione: tra gli altri, a Roma il Fatebenefratelli, il San Pietro, l’ldi, il San Carlo di Nancy e, ad Albano, il Regina apostolorum. Nei giorni della tempesta sul "caso Marrazzo" l’ennesima stretta ai cordoni della borsa della regione Lazio rischia di strangolare gli ospedali religiosi nonprofit. Giustificando la decisione per «mancanza di liquidità», la Regione nei giorni scorsi ha comunicato alle strutture ospedaliere classificate del Lazio – cioè equiparate a quelle pubbliche – un taglio del 50% sulla rimessa mensile.
Ma adesso si cominciano a fare i conti in tasca all’ex presidente Regione Lazio. Soldi, tanti soldi. In assegni ma soprattutto in contanti come quelli ripresi nel videotape e poi spariti dall’alcova. Fra strisce di cocaina, costose prestazioni sessuali, i 20mila euro offerti ai ricattatori e le migliaia promesse all’agenzia per riavere indietro il filmino (per non dire delle numerose mazzette da 500 euro viste dall’inviato di Oggi nella versione integrale del filmino hard, ndr). Ecco allora che la notizia di un’interrogazione parlamentare del senatore Domenico Gramazio (Pdl) sulle «alte spese sostenute dal presidente Marrazzo che supererebbero di gran lunga l’appannaggio percepito in qualità di presidente della Regione» ha terremotato gli uffici giudiziari. Poiché nell’atto ispettivo Gramazio chiede di sapere «qual è e a quanto ammonti il fondo “riservato” di cui fa uso il presidente della Regione Lazio per i suoi spostamenti e per le spese di rappresentanza dal quale è presumibile che Marrazzo attingesse per il pagamento di sue “esigenze personali” nella qualità di presidente della Regione Lazio».
Forse bisognerebbe chiedere al Sig, Marrazzo se la data a cui allude nella sua lettera di dimissioni - scrivendo: “finchè mi è stato possibile, ho operato per il bene della comunità del Lazio…” – non coincida esattamente con l’inizio della sua attività di Presidente della Regione Lazio…
Cinismo il nostro? No, semplicemente, duro realismo.
 
Argomento: Dal mondo
L’imposizione del linguaggio 
 di Marguerite A. Peeters, Direttore di Dialogue Dynamics (Bruxelles) 
 
da Osservatore Romano
22.10.2009

Negli anni immediatamente successivi alla caduta del muro di Berlino, mentre l’umanità entrava in una nuova era, detta della globalizzazione, le Nazioni Unite hanno organizzato una serie di grandi conferenze internazionali con l’obiettivo di creare un nuovo consenso mondiale sulle norme, sui valori e sulle priorità della cooperazione internazionale per il XXI secolo.
Nel corso di queste conferenze è stata adottata
una serie di nuovi paradigmi che si esprimono con un nuovo linguaggio. Citiamo come esempi:  buon governo, democrazia partecipativa, partenariati, consenso, sviluppo sostenibile, olismo, qualità della vita, educazione civica, sensibilizzazione, educazione fra pari (peer education), appropriazione, libertà di scelta, accesso universale alle scelte, diritti dei bambini, emancipazione delle donne, senza dimenticare il genere (gender) e la salute riproduttiva.
Argomento: Dal mondo

Mons. Crociata: “Ai farmacisti il diritto di obiezione”

Prevista dalla legge 194 per i medici, "l'obiezione di coscienza è anche un diritto che deve essere riconosciuto ai farmacisti". Lo chiede il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, intervenuto la mattina del 23 ottobre al Congresso dei Farmacisti Cattolici in corso a Roma…

 

Argomento: Dal mondo

In un articolo bomba pubblicato a Roma il vescovo di Denver, Charles J. Chaput, critica il presidente americano e gli uomini di Chiesa che lo osannano, in testa il cardinale di curia Cottier. Ma anche la segreteria di Stato vaticana finisce sotto tiro.

 

La politica, la morale e un presidente. Una visione americana

di Charles J. Chaput




Una grande forza della chiesa sta nella sua prospettiva globale. Sotto questo aspetto, il recente saggio pubblicato dal cardinale Georges Cottier sul presidente Barack Obama ("La politica, la morale e il peccato originale", in "30 Giorni" n. 5, 2009) ha dato un autorevole contributo al dibattito cattolico sul nuovo presidente americano. La nostra fede ci unisce attraverso i confini. Ciò che accade in una nazione può avere un importante impatto su molte altre. È giusto e opportuno che si ponga attenzione all’opinione mondiale sui leader americani.

Tuttavia, il mondo non vive e non vota negli Stati Uniti. Gli americani invece sì. Le realtà pastorali di ciascun paese sono conosciute soprattutto dai vescovi locali a diretto contatto con la popolazione. Così, sull’argomento dei leader americani, le riflessioni di un vescovo americano possono certamente avere un significativo interesse. Possono approfondire il positivo giudizio del cardinale offrendo una prospettiva diversa.

Si noti che qui io parlo soltanto a titolo personale. Non parlo a nome dei vescovi statunitensi intesi come organismo, né in nome di qualsiasi altro vescovo. E non intendo nemmeno riferirmi al discorso del presidente Obama sul mondo islamico, che il cardinale Cottier menziona nel suo saggio. Per questo sarebbe necessario un altro articolo.

Argomento: Dal mondo