Fatti Sentire!: Vita: politiche di bioetica

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Di Marina Corradi  - (C) Avvenire 18/03/2005
Tratto da www.avvenire.it

Recentissime acquisizioni scientifiche aprono nel lungo termine prospettive terapeutiche che non hanno bisogno della distruzione di embrioni. «Ma l’informazione trascura tutte le scoperte che vanno in questa direzione»

«Si è capito il modo in cui il gene Pax3 può mantenere le staminali allo stato indifferenziato, fornendone riserva»«Nel liquido amniotico, a fine gravidanza, vi sono cellule pluripotenti, con alta capacità di differenziazione»

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A CONCLUSIONE DEL CONSIGLIO PERMANENTE DELLA CEI MONS. BETORI RIBADISCE L’INVITO DEI VESCOVI ITALIANI ALL’ASTENSIONE NEI REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA

Le tensioni internazionali e la questione del referendum sulla legge in materia di procreazione assistita sono stati i temi che hanno dominato il documento conclusivo del Consiglio permanente della CEI, presentato stamane presso la Radio Vaticana dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Giuseppe Betori.

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Intervista a Josephin Quintavalle
di Marina Corradi

Louise Brown, la prima bambina concepita in provetta, ha oggi 25 anni. Da quel lontano 1978 la Gran Bretagna ha continuato a essere la patria elettiva della procreazione assistita: sempre all’"avanguardia", sia dal punto di vista scientifico, che da quello legislativo. Quasi ogni nuova tecnica, e ogni concreta opportunità di praticarla, delle tante che si sono aperte in questi due decenni di fecondazione assistita, è cominciata nel Regno Unito.

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Prodotte anche cellule miste uomo/animale

A Tokyo il primo ovulo da un topo maschio, arrivano ibridi e chimere...
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...prima ancora di curare le cause della sterilità»

Due chiacchiere con Giusi Bono

Salvo Nibali

Giusi Bruno, 44 anni, ginecologa e sessuologa, è responsabile dell’associazione «Famiglie per l’accoglienza» ed è impegnata nel settore dell’assistenza. «In campo scientifico – spiega – si sta applicando una manipolazione semantica, uno svuotamento di significato di ogni vocabolo che evochi un fatto drammatico, attraverso la sua sostituzione con termini vaghi e sfuggenti. Ad esempio, l’espressione "fecondazione medicalmente assistita" fa credere che si parli di un’assistenza medica, di un atto terapeutico; di fatto la sterilità non viene curata ma aggirata, e la coppia, pur con il bambino in braccio, rimane sterile.

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Intervista a Giuseppe Noia, professore associato di Ginecologia e Ostetricia

Se i referendum abrogativi della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita venissero votati a maggioranza, questo porterebbe “conseguenze individuali, familiari e sociali di grande disumanità”.

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Lettera con risposta 

LA LETTERA

di Luigi Montevecchi *
Avvenire di domenica 20 febbraio pubblica, a pagina 8, una intervista di Pierluigi Fornari al professor Romano Forleo, ginecologo, appassionato di storia della medicina, già primario ospedaliero e da poco membro del neonato comitato «Scienza & Vita» costituitosi in difesa della legge 40/2004.

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Padre Frank Pavone parla del ruolo della Chiesa

NEW YORK, giovedì, 4 marzo 2005 (ZENIT.org).- Il movimento pro-vita è molto di più di una semplice risposta alla sentenza Roe contro Wade; è una risposta a Gesù Cristo. In questi termini si esprime Padre Frank Pavone, Direttore di Priests for Life (Sacerdoti per la vita), in una intervista rilasciata a ZENIT sul ruolo che la Chiesa di Cristo e i fedeli hanno nel movimento pro-vita e su come si stanno muovendo i fautori del movimento per promuovere la dignità della vita umana.

 

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La notizia è di quelle che sembrano inventate. Dinanzi al Tribunale di Udine dal 1994 pende una causa di risarcimento intentata da una coppia di genitori contro la locale Asl 5, accusata di non averli informati, in tempo utile per poter ricorrere all’interruzione di gravidanza, di un’anomalia del figlio nascituro. Il bambino, oggi un ragazzo sedicenne, è nato con un’ipoplasia del femore sinistro: ha, cioè, un difetto dell’accrescimento dell’osso, una gamba più corta dell’altra. Un difetto fastidioso, certamente invalidante rispetto ad alcune attività, che però può essere curato e può consentire una vita normale. Ma per quei genitori costituisce motivo sufficiente per affermare che, se l’avessero saputo, quel loro figlio “difettoso” non sarebbe mai nato.

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ROMA, domenica, 27 febbraio 2005 (ZENIT.org).- Di seguito pubblichiamo per la rubrica di Bioetica l’intervento della dottoressa Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Un quesito dei referendum parzialmente abrogativi della legge 40 chiede l’annullamento del divieto di clonazione umana. Il referendum intende mantenere il divieto di produrre “esseri umani identici”, cioè di eseguire la clonazione riproduttiva, ma vuole abrogare il divieto di clonazione cosiddetta terapeutica, eseguita per trasferimento di nucleo.

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«L’utopia eugenetica del welfare state svedese (1934-1975)»

Un saggio di Luca Dotti denuncia una pratica sconvolgente e autoritaria. Promossa dai coniugi Myrdal, premi Nobel Eugenetica, ombra scura sul modello svedese (di GIOVANNI BELARDELLI - dal Corriere della Sera 3 Marzo 2005)

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Donatella Segnala "

Dal piccolo figlio la corazza alla madre

Le cellule staminali embrionali è bene lasciarle stare. Non solo per ragioni etiche, per il rispetto della vita che nasce, ma anche per precise ragioni biologiche. Sono cellule difficilmente governabili. Come si è scoperto che le cellule staminali del feto corrono in aiuto della madre...

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Perché congelare gli embrioni è inutile 

La legge 40 vieta la crioconservazione. Dallapiccola invita a guardare che cosa sta accadendo in Inghilterra dove Ian Wilmut, l’inventore della pecora-clone Dolly, ha recentemente ottenuto il via libera alla clonazione di embrioni umani...

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Primo quesito
Accesso non più limitato alle sole coppie sterili

COSA PREVEDE LA LEGGE
L’articolo 1 della legge spiega che il provvedimento è mirato a «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana». E, secondo un iter diagnostico-terapeutico improntato alla gradualità, indica che il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito quando non vi siano altri mezzi per rimuovere tali problemi (articolo 4). Una volta deciso il ricorso alla fecondazione artificiale, la legge prevede che le coppie vengano dettagliatamente informate su «metodi, problemi bioetici e possibili effetti collaterali sanitari e psicologici» delle tecniche, nonché dei «costi economici dell’intera procedura». Dopo essersi formati una volontà consapevole, i due partner devono esprimere un consenso informato scritto, che può essere revocato «fino al momento della fecondazione dell’ovulo», cioè fino al formarsi dell’embrione. La legge, all’articolo 14, allo scopo di tutelare gli embrioni prodotti, prevede che ne venga prodotto un numero utile a un unico e contemporaneo impianto e comunque non più di tre. Solo in caso di «documentata causa di forza maggiore» relativa allo stato di salute della donna che intervenga tra la fecondazione e l’impianto, viene consentito di congelare temporaneamente gli embrioni fino a che sia di nuovo possibile il trasferimento in utero.

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LA CHIESA INCORAGGIA LE DONAZIONI DEGLI ORGANI MA NEL RISPETTO DELLA VITA E DELLA DIGNITA’ DELLA PERSONA: E’ QUANTO SCRIVE IL PAPA IN UN MESSAGGIO ALLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE CHE  HA PROMOSSO UN INCONTRO IN VATICANO SUL PROBLEMA  DELLA DETERMINAZIONE DEL MOMENTO ESATTO DELLA MORTE UMANA

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«Abolendo alcuni articoli, si tornerebbe al caos di prima»
di Pier Luigi Fornari

La vittoria dei "sì" non potrebbe che far tornare a quel disordine che dominava prima della approvazione della legge sulla procreazione assistita, con il rischio di gravidanze come quella della donna rumena divenuta madre a quasi settant’anni. L’avvertimento viene da Romano Forleo, famoso ginecologo, docente universitario di ginecologia psicosomatica, componente del Comitato nazionale di Bioetica, e da ieri uno dei membri del neonato comitato "Scienza&vita".

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di Simonetta Fiorio

Non si può spacciare un guazzabuglio incomprensibile per dati scientifici. Non si può partire da un minestrone senza senso per arrivare a dire, come fa Chiara Valentini nel suo articolo sull’Espresso, che la legge 40 sulla procreazione assistita "ha fatto più danni, in campo medico, di qualunque altra legge mai approvata in Italia". Non si possono dare i numeri senza rigore statistico per confondere la gente!». La dottoressa Eleonora Porcu, ginecologa e ricercatrice del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, autorità in materia di fecondazione assistita, contesta con fermezza i «primi dati» pubblicati ieri dal settimanale per dimostrare «il fallimento totale» della legge.

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Intervista al neonatologo Carlo Valerio Bellieni

di Daniela Pozzoli

 Una sera, a casa di un’amica madre di sei bambini, davanti a un gruppetto di mamme e papà, il dottor Carlo Valerio Bellieni, neonatologo senese, impressionò tutti facendo vedere una cassetta in cui si mostravano le diverse reazioni dei neonati prematuri, bambini anche di pochi etti, agli stimoli dolorosi.

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Da "Tempi"

 IL MISTERIOSO PASSAGGIO DAL NON ESISTENTE ALL’ESISTENTE HA CONVERTITO IL DOTTOR PICCINNI CHE HA SMESSO DI FARE FECONDAZIONE IN VITRO. E HA RINUNCIATO A UNA MONTAGNA DI SOLDI  
 
«Vennero da me perché desideravano avere un figlio. Erano sulla quarantina, benestanti, di Roma. L’ età della coppia e le loro caratteristiche biologiche non permisero di ottenere in laboratorio che un solo embrione. Era però quello che io classificavo come un embrione “brutto”, cioè con caratteristiche non idonee per essere trasferito in utero. Se non fosse stata quella l’unica chance per esaudire il loro desiderio, non avrei mai proposto loro di provare. Embrioni simili, non avevo mai esitato a cestinarli. Oggi quell’embrione ha 13 anni, si chiama Marco ed è sano come un pesce».

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ROMA, martedì, 1 marzo 2005 (ZENIT.org).- In prossimità dei referendum abrogativi della legge 40/2004 sulle procreazione medicalmente assistita l’ “Associazione Difendere la Vita con Maria” (www.advm.org) ha stilato un documento in cui si invitano i cittadini italiani a non andare a votare.

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di Andrea Galli

Professor Dallapiccola, scrive Gian Enrico Rusconi su "La Stampa" di ieri che il manifesto del Comitato Scienza & Vita che lei presiede «non è un serrato confronto di idee come mi sarei aspettato dalle stimatissime personalità firmatarie». Cosa risponde?
Mi dispiace che qualcuno pensi che i firmatari del manifesto non siano disposti al dialogo, che non abbiano ponderato tutti gli aspetti del problema e non abbiano fatto riferimento a tutte le conoscenze scientifiche oggi a disposizione. Piuttosto direi che molti politologi e filosofi che intervengono su questi problemi dimostrano di non avere ben chiari i termini scientifici della questione.

 

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... o “antieducativo

ROMA, martedì, 1 marzo 2005 (ZENIT.org).- Il Direttore di Studi Cattolici , Cesare Cavalleri, afferma che astenersi dall’andare a votare per i quattro referendum abrogativi sulla legge 40/2004 non è “antidemocratico” o “diseducativo” ma un modo per permettere alla società italiana “di non smarrire quel minimo etico che consente a una società di chiamarsi ‘civile’”.

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Il sacrificio degli embrioni in nome della ricerca scientifica

La Human Fertilization and Embryology Authority del Regno Unito ha dato il via libera per la clonazione degli embrioni umani. L’8 febbraio la BBC ha riferito che il creatore della pecora Dolly, Ian Wilmut, ha ottenuto l’autorizzazione alla clonazione di embrioni, finalizzata allo studio delle patologie neuromotorie. Si tratta della seconda autorizzazione rilasciata dalle autorità, sulla base della legalizzazione della clonazione a fini terapeutici introdotta nel Regno Unito nel 2001.

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 24 febbraio 2005 (ZENIT.org).- Il cardinale Renato Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha lanciato un appello affinché venga risparmiata la vita di Terri Schiavo, prolungata di altre 48 ore da un giudice della Florida. Terri Schiavo, una donna statunitense di quarant’anni, ha subito gravi danni cerebrali quando nel 1990 il suo cuore ha cessato di battere a causa di un problema alimentare.

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Uno dei passaggi del libro «Memoria e identità», presentato a Roma

Giovanni Paolo II: l'aborto è il nuovo Olocausto

Il volume arriva nei negozi in 330 mila copie e 14 lingue

ROMA - «Il XX secolo è stato, per così dire, il 'teatro' in cui sono entrati in scena determinati processi storici, e ideologici, che si sono mossi nella direzione della grande 'eruzione' del male, ma è stato anche lo scenario del loro superamento».

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Dalla provetta alla culla, una corsa a ostacoli

La fecondazione artificiale in vitro (Fiv), come ogni procedimento scientifico, procede per ipotesi, tentativi, prove e riprove. I medici che la praticano utilizzano tabelle in cui segnano successi e insuccessi. Avviene esattamente come al buon Galilei, che faceva rotolare la pallina di ferro sul piano inclinato per capire cosa sarebbe successo...

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Spesso i “quesiti referendari” sono stati presentati al pubblico con una dicitura che non corrisponderebbe proprio all’articolo di legge al quale si riferiscono, dicendo ciò che invece la legge non sta dicendo.

Di seguito potrete leggere i 5 quesiti con la dicitura con cui sono stati presentati a molte persone e con quella che è la dicitura reale; di seguito anche le conseguenze che si avrebbero nel caso vincessero i “sì”.

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 RADIO VATICANA-Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE, 21 febbraio 2005

L’uomo va rispettato in ogni momento della vita e in qualsiasi condizione di salute a prescindere dalla sua efficienza: lo scrive il Papa in una lettera a mons. Sgreccia in occasione di un Congresso a 10 anni dall’ enciclica Evangelium Vitae.

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Intervista a Pietro Barcellona

di Pierluigi Fornari

Il figlio in provetta, una tappa dell’emancipazione del proletariato? «Grande balla», parola di un «comunista convinto», Pietro Barcellona. Un uomo da sempre di sinistra anche se da qualche anno ha deciso di non fare più politica. Laico, «ma non antireligioso per principio, perché il tema della trascendenza dovrebbe interessare chiunque». A Pannella e compagni che gridano alla penalizzazione dei centri di ricerca nazionali e all’ingiustizia sociale perché i ricchi, a differenza dei poveri, potrebbero andare all’estero a fare quello che è vietato in Italia, il docente di Filosofia del diritto alla facoltà di giurisprudenza di Catania, da uomo di sinistra, risponde così: «È un’ipocrisia. Figuriamoci se il mondo proletario sta aspettando la inseminazione artificiale per emanciparsi...È una battaglia sbagliata che sta seguendo una moda, cioè pensare che la tecnica possa risolvere i problemi profondi della vita umana».

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La riflessione sulla fabbricazione di un umano “migliorato” dalla tecnica...

Una "lettera al direttore" di Claudi Risé, psicoterapeuta e docente di Sociologia della Comunicazione e membro dell'Istituto di Studi Superiori Gerolamo Cardano all'Università dell'Insubria...

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