Fatti Sentire!: Vita: politiche di bioetica

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Cara Dottoressa,
poco tempo fa si è molto parlato del caso di quel bambino selezionato per nascere senza tumore, in Inghilterra. Nella facoltà di Medicina in cui studio ci dicono che pratiche come queste sono dei grandi successi, perché riescono finalmente a debellare malattie finora incurabili, e che la gente le chiede insistentemente. A me invece, fanno paura, perché non vedo come, di questo passo, ci si potrà fermare di fronte alle richieste sempre più pressanti ed esigenti della clientela.
Potrebbe darmi un Suo pare sul punto?
(…)
Grazie infinite, Katia

* * *
di Claudia Navarini
 
Cara Katia,
la questione che affronti è davvero cruciale nel dibattito attuale sull’etica della ricerca e sull’etica medica, e merita una risposta dettagliata.

Fra i paesi che con determinazione perseguono la via della selezione umana, la Gran Bretagna si conferma capofila.
È del 10 maggio la dichiarazione dell’Authority britannica sulla riproduzione assistita, l’HFEA (Human Fertilisation and Embryology Authority), secondo cui anche gli embrioni portatori di geni associati – in una certa percentuale di casi – al cancro della mammella e al cancro dell’ovaio possono essere “selezionati”, cioè eliminati.

I feti non provano dolore? Attenti a quel punto di domanda

E' apparso un articolo sul British Medical Journal, scritto da uno psicologo inglese, Stuart Derbyshire, intitolato: «I feti possono provare dolore?». Bisogna leggerlo attentamente. Infatti, alcune agenzie di stampa italiane hanno tradotto così: «Il feto non prova dolore». Ma l’articolo dice proprio questo?
(continua a leggere)

di Carlo Bellieni

CULTURA DI MORTE: «È giusto lasciare morire i bimbi nati prematuri»

«Il medico ha sempre il dovere di curare e la rinuncia a salvare una vita umana in previsione di un ipotetico handicap è sempre una sconfitta»; ma i medici della Toscana non la pensano così…

PONTIFICIA ACADEMIA PRO VITA

XII ASSEMBLEA GENERALE
 
DICHIARAZIONE FINALE
 
CONGRESSO INTERNAZIONALE
"L'EMBRIONE UMANO NELLA FASE DEL PREIMPIANTO"

23 marzo 2006

In occasione della sua XII Assemblea Generale, la Pontificia Accademia per la Vita (PAV) ha celebrato un Congresso internazionale sul tema "L'embrione umano nella fase del preimpianto. Aspetti scientifici e considerazioni bioetiche". Al termine dei lavori svolti, la PAV desidera offrire alla comunità ecclesiale ed alla società civile nel suo insieme alcune considerazioni su quanto è stato oggetto della sua riflessione.

La pillola abortiva RU-486 uccide ancora: altre due vittime negli USA

ROMA, domenica, 19 marzo 2006 (ZENIT.org).- La Food and Drug Administration, l’ente statunitense di controllo pubblico dei farmaci, ha reso noto il 17 marzo mediante un avviso pubblico che altre due donne americane sono decedute dopo avere assunto la pillola abortiva RU-486 (http://www.fda.gov/cder/drug/advisory/mifeprex200603.htm).

Negli Stati Uniti sono in corso indagini per cercare di stabilire le cause delle morti, una delle quali, secondo una portavoce dell’agenzia governativa, sarebbe avvenuta alcuni giorno dopo l’aborto farmacologico, mentre per l’altra donna il decesso si sarebbe verificato a distanza di qualche settimana.

Benedetto, Tu che ci parli nel Nome del Creatore!

IL PAPA TORNA A DIFENDERE L'EMBRIONE
«Dio non fa differenza fra il neoconcepito nel grembo di sua madre e il bambino, o il giovane, o l’uomo maturo o l'anziano»

A fine mattinata (27.02.2006), nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita e al Congresso Internazionale sul tema "L’embrione umano nella fase del preimpianto" ed ha loro rivolto il discorso che riportiamo di seguito integralmente.

Dati falsi. Si dimette «genio» delle staminali

Il coreano Hwang, già al centro di polemiche, aveva fornito dati fabbricati ad arte. Lo ha stabilito una commissione d'inchiesta...

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SE ABORTIRE E' PIU' FACILE CHE NON FARLO
Da Avvenire.it

La prima preoccupazione è di agire entro le 12 settimane previste dalla legge. Molta routine a scapito di un reale aiuto a tenere il bimbo

Da Milano Lucia Bellaspiga

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Secondo il giurista Alberto Gambino

ROMA, martedì, 15 novembre 2005 (ZENIT.org).- L'uso della pillola abortiva RU-486, in via sperimentale presso l'ospedale Sant'Anna di Torino e importata nella Regione Toscana, non è solo gravemente immorale, ma anche “un palese aggiramento della legge 194”, secondo alcuni giuristi contattati da ZENIT.

Un aborto, piccolo o grande che sia, è sempre un omicidio della peggiore qualità”, ha detto questo martedì in Sala Stampa della Santa Sede il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, nel rispondere ad alcuni giornalisti che gli chiedevano un giudizio morale sull'assunzione della pillola del giorno dopo.

Codice: ZI05102311
Data pubblicazione: 2005-10-23


ROMA, domenica, 23 ottobre 2005 (ZENIT.org).- Di seguito pubblichiamo per la rubrica di Bioetica l’intervento della dottoressa Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

La vita sotto tiro

Il 21 aprile 2002 con una semplice cerimonia veniva data ufficiale sepoltura a Vienna agli oltre 800 bambini che – deboli, malati o appartenenti a minoranza etniche e religiose – caddero in Austria vittime delle leggi naziste sull’eutanasia. Si chiudeva così un capitolo che il crollo del regime nazista non era servito ad archiviare. Ma proprio in quei giorni il Parlamento olandese riapriva quel capitolo approvando la legge che ammette il «diritto a morire», dando il via a un’offensiva culturale e politica all’interno dell’Unione Europea.

di Riccardo Cascioli

L’ootide non si tocca, per il Comitato di bioetica è già vita umana

Come si ricorderà, durante la campagna referendaria fu avanzata la proposta di congelare lo zigote in una fase molto precoce di sviluppo (quella che qualcuno, non tutti, definiscono fase dell’ootide, appunto), ipotizzando una sorta di differenza “qualitativa” tra questo e l’embrione...

L'RU486 ovvero: l'infanticidio non sarà che un aborto a nove mesi

di Giuliano Ferrara - (C) IL FOGLIO - 12 settembre 2005

L‘appello referendario a trattare l'embrione di un essere umano come un'appendice dei nostri desideri ha raccolto il consenso di un elettore su quattro a metà giugno. La cosa potrebbe non avere un grande valore, perché su simili questioni in linea di principio non ci si dovrebbe contare: l'etica pubblica non è un'appendice della politica e della statistica elettorale, è piuttosto cultura e pensiero per i non credenti, religione e fede per i credenti. Ed è angoscia esistenziale per tutti, o dovrebbe esserlo. La decisione su vita e morte di un essere umano concepito richiederebbe altre procedure che non il consenso della maggioranza. (Per esempio un potere affidato ai "saggi", indipendente in modo rigoroso dalle pulsioni della politica di massa. Fino a ieri si tutelava con le Authority indipendenti e sovrane come Bankitalia perfino la moneta o la stabilità delle banche, valore superiore ad ogni altro nel mondo contemporaneo; e sulle tasse non è ammesso referendum per chiari motivi di conflitto di interessi in seno al popolo elettore. Esistono dunque le procedure che sottraggono alla volatilità dell'opinione le cose ferme, le questioni importanti: ma quella della vita è evidentemente e stranamente meno importante della vita del denaro).

Il sesso del bebè legato a ragioni “economiche, sociali e religiose”

Mary Warnock, ex presidente della Hfea il Comitato per la fecondazione umana e l’embriologia inglese, diceva che dare questa possibilità ai genitori sarebbe stato “un disastro”…

Quante sorprese queste staminali

di Gianna Milano

La storia delle staminali, cellule dotate della capacità straordinaria di rigenerare i tessuti del nostro corpo, è fatta di tanti piccoli passi.
Stabilire oggi quali siano quelle con più probabilità di successo, visto che ne esistono vari tipi, è prematuro. Lo dimostrano i dati emersi dalle ultime ricerche su un tipo particolare di cellule ricavate dal midollo osseo, le mesenchimali.
Queste staminali «adulte», così chiamate perché presenti nell'organismo adulto e in grado di provvedere a un costante rinnovamento cellulare, costituiscono nel midollo l'impalcatura di tutte le cellule del sangue, ma possono anche differenziarsi in osso, cartilagine, muscolo, adipociti.

Una questione di costi

di Eleonora Porcu

Storie parallele di donne. Di una sappiamo il nome, l’età e la nazionalità: Raluca T, 24 anni, operaia, rumena. Dell’altra, solo che è inglese, sterile, e abbastanza ricca da poter pagare 13mila dollari per avere un figlio. La chiameremo A..

di Eleonora Porcu

Da pochi giorni si è concluso in Danimarca il Congresso della Società europea di riproduzione umana ed embriologia, al quale hanno partecipato i migliori specialisti di tutta Europa, e non solo. È stata un’occasione per confrontarsi sulle novità in campo tecnologico e per saggiare il clima culturale che domina questo campo della scienza e della medicina. La linea di pensiero emergente tra i ricercatori – e ne ho avuto prova a Copenaghen – è che la cosiddetta scienza debba essere libera, non debba avere limiti legali rigidi, in modo che sia lasciata autonomia ai tecnici della riproduzione e libertà di scelta alle coppie. Purtroppo però quello che non si dice è che la libertà di scelta degli aspiranti genitori è sempre relativa perché le coppie si lasciano condizionare dai "prodotti" immessi sul mercato. Se la comunità scientifica mette a disposizione un "prodotto" che rende più facile la fecondazione assistita, le coppie sono talvolta indotte a desiderare di poter accedere a quel "prodotto" anche senza averne una visione critica "tarata" sulle proprie esigenze, senza essere messe in grado, cioè, di giudicare se la metodologia proposta è utile e non interferisce con la propria fisiologia o se, al contrario, è troppo artificiosa. Solo questo consentirebbe uno sguardo libero su ciò che offre il "mercato" della riproduzione assistita.

Annatar Segnala "Ad una diffusa fetta dell'opinione pubblica costituita dai benpensanti può sembrare esagerato e inopportuno - anzi, addirittura fastidioso - che si continui a riproporre come questione decisiva il problema del rispetto della vita appena concepita e non ancora nata. Dopo i laceranti dibattiti concomitanti alla legalizzazione dell'aborto, avvenuta nell'ultimo quindicennio in quasi tutti i Paesi occidentali, non si dovrebbe considerare ormai risolto il problema ed evitare quindi di riaprire superate contrapposizioni ideologiche?"

Pannella battuto dall’embrione

Ma sconfitta non è solo dei Radicali, e ha altri padri. E' una sconfitta eterologa. Hanno perso quei giornalisti e quegli scienziati che hanno inquinato il dibattito con falsità di ogni genere…. Hanno perso tutti coloro che hanno ritenuto di trasformare la fecondazione artificiale in una pratica buona, onesta e accettabile…

di Mario Palmaro

di Danilo Paolini

Ha votato un italiano su quattro, gli altri hanno deciso che la legge 40 sulla procreazione assistita va bene come l’ha approvata il Parlamento. E che, in ogni caso, su materie così importanti e delicate non si può decidere con un tratto di matita copiativa. L’Italia, al 74,1%, ha rispedito al mittente il tentativo di legiferare sulla vita umana a colpi di referendum.

Francesca Segnala "Basta vite da scarto
Il tic dell'usa e getta
Di Claudio Risé
Da Avvenire 9 giugno 2005

Il prossimo referendum, con la sua richiesta di liberalizzare la fabbricazione, e la distruzione, di esseri umani, ci interpella prepotentemente sugli ultimi sviluppi di un dramma modernissimo.
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LA GIORNATA
Autorevoli rappresentanti della Medicina italiani hanno presentato ieri a Roma un manifesto che spiega le motivazioni dell’astensione in vista dei referendum del 12 e 13 giugno. Negli interventi una serie di dettagliati approfondimenti scientifici ma anche di riflessioni personali su etica e diritto alla vita.

Quattrocento medici invitano a non votare

«In quanto scienziati che dedicano la vita a studiare la natura e attraverso la tecnologia a collaborare con essa a sua salvaguardia e a vantaggio dell’uomo, riteniamo nostro dovere rendere testimonianza al valore della vita umana fin dal suo concepimento e alla verità circa l’attuale situazione della ricerca scientifica»
Frati, preside di Medicina: troppi interessi economici nel settore privato Il ginecologo Forleo: prima della tecnica si tentino altre cure.

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Francesca Segnala "

Problemi e prospettive della procreazione assistita

Angelo L. Vescovi è uno dei più importanti studiosi del mondo nel campo delle cellule staminali, ha pronunciato questo intervento il 31 gennaio all’Accademia dei Lincei al convegno organizzato dall’Isle.

di Angelo L. Vescovi

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"Le decine di migliaia di amici che ogni anno vengono con noi a Lourdes e ci fanno compagnia in tanti momenti di festa, non sono errori che andavano cancellati all’origine e gettati in un cestino. E’ uno dei tanti motivi che ci spinge a raccogliere l’appello all’astensione in vista del referendum dei prossimi 12 e 13 giugno".
Ubaldo Bocci, fiorentino, vicepresidente nazionale dell’Unitalsi, ribadisce la linea dell’associazione cattolica che da più di un secolo è a fianco dei disabili.
"L’idea di uno scienziato che a tavolino decide quale embrione abbia diritto alla vita e quale no ci sembra un’ipotesi aberrante - prosegue Bocci - la vita è un dono e, in qualsiasi forma si manifesti, merita amore e rispetto". La scelta dell’astensione rappresenta la riposta più chiara a chi mette in dubbio i cardini della legge.
"Si parla tanto di trucchi - attacca Bocci - ma il vero trucco è quello di chi, a favore dei quattro sì, invita i contrari ad andare a votare per raggiungere il quorum. Chiediamo con forza il rispetto della vita e non vogliamo essere complici di scelte che la mettano in discussione".

Da Comitato Scienza & Vita del 7 giugno 2005

Francesca Segnala "

Corriere della Sera, 31 maggio 2005

Benedetto XVI sul referendum: difendere la vita. E Ruini: il non voto è l’unica via

Astensione, il Papa con i vescovi

Sinistra e radicali: ingerenza. Il Polo: ha il diritto di intervenire

Nella battaglia per il referendum sulla fecondazione è intervenuto il Papa. In maniera indiretta, senza parlare di "astensione" o di "non partecipazione al voto", ma univoca: Benedetto XVI si è detto "vicino con le parole e la preghiera" ai vescovi subito dopo che il presidente della Cei, Camillo Ruini, aveva difeso la scelta di non votare. La sinistra e i radicali accusano il Pontefice di ingerenza, il Polo lo difende. "Doppio no". Le parole di Ruini, pronunciate davanti all’assemblea della Conferenza episcopale italiana, sono state decise: "Siamo per una consapevole non partecipazione al voto, che ha il significato di un doppio no, ai contenuti dei quesiti sottoposti a referendum e all’uso dello strumento referendario in una materia tanto complessa e delicata: quindi l’astensione non è disimpegno ma opposizione netta ed efficace a una logica che mette in pericolo i fondamenti umani e morali della nostra civiltà".

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Prima di squartare un embrione perche' non piace…

Signori scienziati, ricordatevi di Michel Petrucciani uno dei più rinomati ed amati jazzisti moderni, morto nel 1999 a 37 anni. Alto circa un metro, per 30 chili di peso, doveva camminare sempre con le stampelle e per suonare il pianoforte doveva applicare una protesi ai pedali, per poterci arrivare…

di Cesana - Liberal (da Tempi)

Mi è stato chiesto di intervenire, a proposito dei quesiti referendari sulla legge 40, sulla mancanza di unità fra laici e cattolici, mancanza di unità che viene immancabilmente considerata come battaglia fra credenti e non credenti. Io non è che sono laico, però credente: io sono laico e credente. E, come me, molti altri. Perché mai allora la mentalità corrente esclude che un credente possa essere laico? Ritengo che la spiegazione stia in una concezione confusa della parola libertà: per tutti, non solo per i laici, essere liberi significa fare ciò che si vuole; per gli uomini religiosi tuttavia, fare ciò che si vuole non implica sentirsi onnipotenti, non implica cioè dimenticare di avere dei limiti, in primis quello di essere mortali e corruttibili, insomma di non essere come dio.

Conferenza Episcopale Italiana - 54^ Assemblea Generale - Roma, 30-31 maggio

Prolusione del Presidente - Card. Camillo Ruini

[...] 7. È ormai molto vicino il referendum riguardante la procreazione assistita. La nostra posizione in merito è nota ed è quella indicata anche dal Comitato “Scienza & Vita”: siamo cioè per una consapevole non partecipazione al voto, che ha il significato di un doppio no, ai contenuti dei quesiti sottoposti a referendum, che peggiorano irrimediabilmente e svuotano la legge, riaprendo in larga misura la porta a pericolosi vuoti normativi, e all’uso dello strumento referendario in una materia tanto complessa e delicata. Non si tratta dunque in alcun modo di una scelta di disimpegno, ma al contrario di opporsi in maniera netta ed efficace a una logica che – a prescindere dalle intenzioni dei suoi sostenitori – mette in pericolo i fondamenti umani e morali della nostra civiltà.

"Vi sono vicino in tale impegno". Lo ha detto Papa Bendetto XVI parlando questa mattina di fronte ai vescovi italiani riuniti a proposito della questione referendum. "Ogni essere umano - ha aggiunto - non può mai essere ridotto a mezzo ma è sempre un fine come ci insegna Gesù Cristo".
Benedetto XVI assicurando ai vescovi italiani la sua vicinanza nella loro missione di pastori, ha specificato, sull’argomento del prossimo referendum di giugno sulla legge 40, che la scelta della Chiesa è una scelta di "interesse non dei cattolici - ha sottolineato il pontefice - ma per l’uomo in quanto creatura di Dio". Il Papa lasciando quindi il diretto riferimento alla prossima consultazione referendaria, ha ricordato ai vescovi che "lo stesso impegno e, quindi, la stessa sollecitudine della Chiesa si esprime anche con la costante attenzione ai poveri, agli ammalati, agli immigrati e a chi soffre la fame".

Da Comitato Scienza & Vita del 30 maggio 2005

Anche i video giochi sono stati arruolati dal fronte del sì. Si chiama "Embrioni in fuga" e viene distribuito gratis su internet. La trama è semplice: una mamma deve consegnare al laboratorio i suoi embrioni, resistendo ai tentativi di preti, birocrati ed altri "cattivi" che tentano di impedirglielo. L'obiettivo - e la gioia della signora Betty - è quello di consegnare il maggior numero possibile di embrioni.
Il gioco che si può scaricare o a cui si può giocare su internet, è in verità piuttosto stucchevole. E' più un "manifesto politico" (come dichiarano gli stessi ideatori, La Molle Industria) e questo è piaciuto subito a molti. A cominciare da Repubblica on line che ha dedicato spazio all'iniziativa ed al suo anticlericalismo viscerale.
Sembrerebbe che i Comitati per l'abrogazione abbiano finito gli argomenti e siano dovuti a ricorrere a questi "mezzucci". In verità il videogioco è estremamente efficace perché trasmette subdolamente i messaggi e fa crescere una mentalità orientata nel senso scelto dagli autori. Se poi è gratis e supportato da un bel battage pubblicitario... il gioco è fatto

Da Comitato Scienza & Vita del 21 maggio 2005