Fatti Sentire!: La cappa ideologica

Cerca in questo argomento:   

Respiro di sollievo di Cina e Usa:
l’economia è più importante dei diritti umani

Per la Clinton i diritti umani non saranno più in primo piano. In cambio la Cina ha deciso di continuare ad acquistare buoni del tesoro Usa per sostenere l’economia di Washington…

 

Ma i massoni hanno perso

Dietro a Beppino Englaro un gruppo di professionisti, di competenze diverse, con l’intento preciso di portare avanti una loro battaglia. Una battaglia nella quale hanno trovato a Udine dei meravigliosi alleati. Una cupola di indole massonica, che ha messo in campo una solidarietà formidabile, cementata in modo trasversale, capace di superare qualsiasi appartenenza politica, di categoria, di professione. La vicenda Englaro doveva essere, per l’Italia, un’altra Porta Pia

 

Le offese orribili di una tv israeliana
a Gesù e alla Madonna

In una trasmissione satirica su Canale 10, la terza emittente televisiva più seguita in Israele (a partecipazione pubblica e privata), Lior Shlein, un tale che si autodefinisce umorista, ha pensato bene di volersi vendicare “del Vaticano e della Chiesa”. Nel corso di due puntate sono stati trasmessi dei brevi sketch infamanti, in cui vengono attaccate le figure di Gesù Cristo e della Vergine Maria con espressioni molto volgari; questo nel tentativo, esplicitamente dichiarato dal suo regista, di voler distruggere il cristianesimo. Per il Canale 10 questo non è il primo “passo falso”. L’assemblea dei vescovi cattolici di Terra Santa, in una Nota del 18 febbraio, ha protestato fortemente.
E così dopo la notizia data in questi giorni da Haaretz, importante quotidiano israeliano, sugli sputi in faccia ai cristiani lanciati dagli studenti delle scuole ebraiche ortodosse, adesso arrivano anche gli sputi televisivi a Gesù e alla Madonna
Non c’è male… Per fortuna che Gesù dandoci il «comandamento nuovo» ci ha impedito di applicare la regola dell’ «occhio per occhio e dente per dente» altrimenti il mondo diventava una sputacchiera

USA. Quando nemmeno una scuola di Gesuiti
può tenere i Crocefissi nelle aule

Al Boston College, uno dei fiori all’occhiello delle università dei Gesuiti negli Stati Uniti, sono tornati i Crocefissi sulle pareti delle aule. Questa notizia non dovrebbe destare nessuna ammirazione, trattandosi di una scuola cattolica; sta di fatto, però, che vari professori lo hanno sentito come un affronto. Tra questi Dwayne Eugène Carpenter, preside della facoltà di Lingue e Letteratura Romanze e condirettore del Programma di Studi Ebraici, ha affermato che si tratta, quantomeno, di un’idea non molto intelligente e che, addirittura, «appendere dei Crocefissi… può avere un effetto negativo sugli studenti».
Sebbene tutti sappiano che una scuola privata non è un’istituzione dello Stato, il forte atteggiamento del tipo “non è permessa alcuna religione”, che permea le scuole pubbliche e le università, sembra essere diventato una norma sociale generale…

 


Due figlie:
una è sgozzata (barbarie!)
e una sedata nel rantolo (civiltà!)



Al direttore - Sono tante le figlie che vivono vite che i loro padri ritengono indegne. Capita anche che alcune di queste figlie ritenessero, in precedenza, indegna quel tipo di vita. Alcune di queste figlie le ho conosciute e anche qualche padre. A volte i padri hanno ragione, a volte la ragione è delle figlie, a volte è difficile scorgere anche solo un barlume di ragionevolezza. E’ la vita. Evidente e non quantificabile il dolore in atto. E’ altresì evidente che non si può sopprimere il dolore del padre eliminando la figlia o viceversa. Non si potrebbe ma due storie identiche nella sostanza quanto opposte nella forma sono davanti i miei occhi. Tutte e due sono determinate da un grande dolore: personale, familiare, storico e sociale. Cosmico. In tutte e due c’è una figlia che vive una vita ritenuta indegna ma si intravede una soluzione.


I cattodisidratatori che hanno abbandonato Cristo
per adorare la Costituzione



Camillo Langone, Il Foglio, 10 febbraio 2009

Scrivo spossato dagli antibiotici e dalla grande apostasìa che vedo manifestarsi in questi giorni in Italia. Non mi riferisco quindi al tandem Napolitano-Fini (il patto Molotov-Ribbentrop come lo chiama il mio amico avvocato Formicola): i due stanno anzi ritornando alle origini, alle ideologie di quando erano giovani, al comunismo e al fascismo che contemplavano l’assassinio politico e la violenza come levatrice della storia. Gli omicidi di Giacomo Matteotti, Lev Trotsky ed Eluana Englaro si assomigliano nella lunga premeditazione e nell’esemplarità: l’obiettivo è forzare la legislazione, imporre nuovi costumi, spegnere la libertà di espressione (i carabinieri che indagano sugli autori delle scritte “Peppino boia” mi ricordano la censura fascista che si scatenò subito dopo il delitto Matteotti, quando non si poteva più parlare di suicidi, omicidi, niente, e sui giornali ogni morte doveva risultare naturale).

Mi riferisco invece ai mangiaostie a tradimento, ai cattodisidratatori, agli uomini che hanno platealmente abbandonato Cristo per mettersi ad adorare la Costituzione (neanche un vitello d’oro, un vecchio pezzo di carta) organizzando in suo onore un bel sacrificio umano. Ciampi e Scalfaro, i due emeriti che per riflesso castale hanno subito solidarizzato con Napolitano, sono i farisei a cui si rivolge Gesù sul lago di Tiberiade: “Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti!”. Sembra che ogni domenica gli emeriti, cattolici praticantissimi, sporgano la linguetta per ricevervi l’ostia consacrata ma devo avvisarli che da oggi la linguetta dovranno tenerla riposta.

Allucinante intervista di Andreotti
sul dramma di Eluana

Un articolo di commento a firma di Stefano Lorenzetto che assolutamente è da leggere...

 

IL PARERE DEI COSTITUZIONALISTI:
«DECRETO INECCEPIBILE, NON ANDAVA BLOCCATO»




Sull’urgenza e la necessità di un decreto legge e ancor più sulla sua costituzionalità ci sono tutta una serie di controlli ai quali il presidente della Repubblica non può sostituirsi. C’è il Parlamento, che sul primo punto può esprimersi in sede di conversione entro 60 giorni. C’è soprattutto la Corte costituzionale, se viene investita della questione. Ed è proprio da alcuni ex presidenti della Consulta e da esperti di questa branca del diritto che arrivano perplessità sull’operato del Col­le. Non tanto sul suo tentativo di persuasione affinché non fosse utilizzato lo strumento della decretazione d’urgenza, quanto sul rifiuto di adeguarsi alla decisione del Governo.

Secondo l’articolo 77 è l’esecutivo ad avere l’esclusiva responsabilità, ricordano. E a chi, come il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, invoca l’articolo 87 della Carta per dare al Capo dello Stato la possibilità di non firmare, l’ex presidente della Consulta Antonio Baldassarre ricorda che «quell’articolo va interpretato in armonia con altri, come appunto il 77. Isolarlo dal resto non mi pare un metodo corretto ». Per Baldassarre «quello che accade è grave, perché introduce un confitto che si risolverà con la delegittimazione dell’uno o dell’altro potere. Una cosa di cui l’Italia non sentiva proprio il bisogno e che poteva essere evitata con un po’ di ragionevolezza».

Anche un altro ex presidente della Consulta, Cesare Mirabelli, ritiene lo scontro «molto forte». In più non ravvisa nel testo licenziato dal Consiglio dei ministri problemi di costituzionalità.«Ha una funzione in qualche misura dilatoria, non si contrappone alla decisione giudiziale e non la vanifica. È una sorta di moratoria e garanzia. Tanto più in un settore come quello della volontaria giurisdizione, nel quale ci sono provvedimenti e autorizzazioni che non passano in giudicato». «Non v’è dubbio che il presidente abbia il potere di suggerire e consigliare, indipendentemente dalle forme. Ma, con tutto il rispetto per la sua altissima figura, i presupposti per l’emanazione del decreto ci sono», afferma l’ex vicepresidente della Corte Massimo Vari. «Davanti a una formale deliberazione dell’esecutivo è normale che il presi­dente proceda all’emanazione. Siamo, dunque, davanti a un deliberato rifiuto e a un fatto gravissimo. Il presidente è chiaramente uscito dalle sue funzioni. Ha mancato a un suo dovere costituzionale», è l’opinione di Marco Olivetti, docente di Diritto costituzionale all’Università di Foggia.


"ELUANA NON VOLEVA MORIRE"
LE TESTIMONIANZE MAI ASCOLTATE DAI GIUDICI

1) "Le bugie del padre Beppino: Eluana non voleva morire"
lettera aperta di Pietro Crisafulli

2) Zia Emma implora: "Lasciate vivere Eluana"

3) "Con Eluana mai parlato di morte"

4) "Ce la portano via dopo 15 anni"

5) Suor Albina: "Guardatela, vi accorgerete che vive"



UCCIDONO ELUANA NEL MODO PIU' ATROCE
DUE SETTIMANE DI AGONIA


Milano - In questi giorni ha ripensato spesso ai versi di Dante il professor Luciano Gattinoni, primario di anestesia al Policlinico di Milano. Guardava le foto di Eluana, così bella e sorridente, ripercorreva le tappe di «questa brutta storia» e la mente ritornava ai banchi di scuola, «a quei versi, così dolci ma insieme strazianti, al XXXIII canto dell’Inferno, quando Dante descrive la morte dei figli del conte Ugolino».

Ce lo ricordi dottore, come morirono quei bambini?
«Proprio come morirà Eluana, di fame e di sete».

Una morte dolorosa?
«Tra le più atroci. Non si fa morire così neanche un cane. Le sfido queste persone, a provare a non bere niente per due giorni interi: la lingua inizia a gonfiarsi e piano piano la mancanza di idratazione provoca dolori atroci».


VI RACCONTO PERCHE' NON E' GIUSTO UCCIDERLA

La moglie del carabiniere assassinato in Iraq nel 2003 racconta il suo rapporto con la Englaro e con il padre: «Rispetto Beppino e provo sempre affetto per lui, ma non è giusto quello che sta facendo». «Quanti sanno che non è attaccata a nessuna macchina? Che non ha una piaga da decubito, che in diciassette anni non ha preso un antibiotico?»

Dietro al vescovo negazionista un complotto contro il Papa

In Vaticano gira da qualche giorno un dossier sul caso del vescovo lefebvriano Williamson: l’intervista in cui mette in dubbio la Shoah sarebbe stata strumentalizzata da ambienti anti Ratzinger. Lo strano ruolo di una giornalista francese, Fiammetta Venner, nota attivista del movimento omosessuale, impegnata in campagne «pro choice» e vicina ai massoni del Grande Oriente di Francia. Non sono in pochi, oltretevere, a pensare che il «caso Williamson» non sia stato un caso…

La lezione dei derivati non è bastata:
nuovi prodotti minacciano il mercato

Sono state le banche a rovinare il mondo, indebitandolo fino all’impossibilità di servire i debiti, creando una bolla speculativa dopo l’altra; in un anno, il loro crollo ha distrutto il 40% della ricchezza globale; ma questi irresponsabili sono ancora tutti al loro posti anziché in galera, continuano a pagarsi «bonus» miliardari, e a loro beneficio Stati e Banche Centrali impiegano cifre colossali per salvataggi che non bastano mai – l’erosione degli «attivi» finanziari prosegue inarrestabile – mentre loro si esentano ormai dal prestare alle imprese anche sane.
È arrivato il momento di dire basta. Sì, basta a una casta, quella dei banchieri. Come ad esempio quelli di Wall Street. Il mondo crolla e a loro non importa nulla, dato che anche nell’anno del grande crash si sono arricchiti, come ha scoperto il "Comptroller" dello stato di New York, l’italomericano Thomas Di Napoli, scrutinando le loro dichiarazioni dei redditi. Nel 2008 i manager delle banche americane hanno incassato «bonus» per 18,4 miliardi di dollari. Ma, viene da obbiettare, il «bonus» non viene accordato quando il bilancio è in utile? Ovvio che sì.
E allora ecco che anche Obama, il «messia holliwodyano», è stato costretto a mostrarsi scandalizzato... Poveretto, lui prima non ne sapeva nulla, era troppo impegnato a spendere i 170milioni di dollari dei contribuenti americani per fare la sua festa faraonica...
Intanto sarà meglio aprire gli occhi perchè "lor signori" stanno già facendone un'altra e, come al solito, ci vanno pesante...

 

 

«Obama rilancia l'imperialismo culturale»

Obama ha rilanciato una politica di «imperialismo culturale». E’ quanto afferma in un’intervista Steve W. Mosher, presidente del Population Research Institute, commentando la decisione del neo-presidente americano di ripristinare i fondi per le organizzazioni che diffondono l’aborto nel mondo. «Ad oggi 130 paesi nel mondo vietano l’aborto o lo ammettono solo in circostanze molto ristrette». Finanziare organizzazioni americane come l’IPPF (International Planned Parenthood Federation) o agenzie come l’Unfpa (il Fondo Onu per la popolazione), è una forma di imperialismo culturale, perché queste organizzazioni «sfidano la sovranità nazionale degli Stati facendo lobby per la legalizzazione dove l’aborto non è ancora ammesso e realizzando quanti più aborti possibili forzando le leggi locali». «Obama – dice ancora Mosher – vuole dunque finanziare con i dollari delle tasse di tutti gli americani, organizzazioni internazionali che volontariamente infrangono le leggi della maggior parte degli stati del mondo».
Steve Mosher è stato il primo giornalista nel mondo, all’inizio degli anni ’80, a documentare le atrocità commesse dal regime cinese nell’applicazione della «politica del figlio unico» e un suo dettagliato rapporto sul coinvolgimento diretto dell’Unfpa e dell’Ippf nella pratica degli aborti e delle sterilizzazioni forzate, sempre in Cina, è stato alla base della decisione di George W. Bush di sospendere il finanziamento di queste organizzazioni che Obama ha ora ripristinato.
Riportiamo integralmente l’intervista.

 

Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita e la svolta di Obama

«È l'arroganza di chi si crede nel giusto»

L'arcivescovo Fisichella: «Se proibisce la tortura non dica no alla vita nascente».

Secondo la Casa Bianca, il presidente Obama sta per ripristinare i finanziamenti statali Usa alle Organizzazioni internazionali non governative per il controllo delle nascite che che promuovono o effettuano l'aborto. Il provvedimento era stato già preannunciato nel programma di Obama come una delle prime misure ad essere varate.
L'attuale legislazione impedisce che il denaro dei contribuenti americani - di solito attraverso il canale dell'Agenzia per lo Sviluppo internazionale - sia utilizzato a vantaggio di organizzazioni di pianificazione familiare che offrano operazioni di interruzione di gravidanza o facciano opera di informazione, consulenza e indirizzamento a strutture che effettuano gli aborti.
I fondi vennero aboliti dal presidente repubblicano antiaborista Ronald Reagan, nel 1984, dopo la conferenza dell’Onu a Città del Messico, vennero poi ripristinati dal presidente democratico Bill Clinton nel gennaio del 1991, e vennero infine proibiti da George W. Bush nel gennaio del 2001. Il cardinale di Filadelfia, Justin Rigali, nella veste di presidente della commissione per la vita della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, in una nota ha lamentato la decisione. «Un’amministrazione che vuole ridurre gli aborti - ha affermato il cardinale Rigali - non dovrebbe deviare fondi federali verso gruppi che promuovono l’aborto».

Su questa triste decisione riportiamo quanto ha dichiarato in un'intervista mons. Rino Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

 

Revisionismo sospetto…
Un  vile attacco alla memoria dei nostri caduti in Russia

Polemiche. «Italiani brava gente»? Tutt’altro: anche sul Don violenze sui civili, ruberie, stupri, antisemitismo... Uno storico tedesco accusa. Per Schlemmer il buon rapporto dei nostri soldati con il popolo russo (a differenza dei «cattivi» nazisti) sarebbe solo un mito. Ma non si possono screditare le memorie dei reduci come fonti «romanzate» e «selettive»...
Urge una risposta adeguata.

 

MA DIO HA INTENZIONE DI PRENDERE PARTE
all'Inauguration Day?

La disoccupazione è alle stelle, Wall Street continua a scendere, l’economia sprofonda nella recessione. Fantastico, bisogna festeggiare. E alla grande. D’accordo: Obama è il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti e dopo la vittoria del 4 novembre la sua popolarità ha continuato ad aumentare, toccando punte record. La festa di Obama sarà di gran lunga più grandiosa di quella di George W. e molto più dispendiosa. Quanto? I giornali la stimano a 150 milioni di dollari. Un record, di cui 109 a carico del contribuente statunitense. Il comitato di Barack ne ha raccolti 41. E chi sono i fan che hanno messo mano al portafoglio? Per l’80% grandi società e, soprattutto, le banche che hanno provocato il terremoto finanziario e che ora confidano nello Stato per sopravvivere. Insomma, quelle lobby che il leader democratico in campagna elettorale aveva dichiarato di voler combattere e che ora invece appaiono amiche o comunque tollerate; perché Barack quei fondi non li ha rifiutati (cfr. il Giornale).
Ma non importa. Ci sono pur sempre le “benedizioni” implorate ieri al Lincoln Memorial sul nuovo Presidente dalle struggenti preghiere del vescovo gay della chiesa episcopaliana, Gene Robinson.
Coraggio Sig. Presidente, per la Parata Presidenziale Inaugurale potrà contare anche sull’appoggio musicale della "Lesbian and Gay Band Association"…

Gene Robinson, vescovo della chiesa episcopaliana, gay dichiarato

 


AVVENIRE STRUMENTALIZZATO

I quotidiani Il Secolo XIX e Repubblica hanno ieri dedicato ampio spazio a una presunta svolta di Avvenire sul tema preti e omosessualità. Il pretesto per entrambi i quotidiani è stata la puntata numero 48 del «viaggio attorno al prete» del professor Vittorino Andreoli, pubblicata su Avvenire del 7 gennaio che, però, non dava alcuno spazio a possibili interpretazioni ambigue.

Addirittura il quotidiano genovese ha giudicato questa la notizia più importante del giorno accompagnandola a una presunta "confessione" di un prete omosessuale che - essendo anonimo - fa sorgere seri dubbi sulla sua reale esistenza.

La svolta di Avvenire evidentemente non esiste, e la responsabilità delle pagine dedicate all'argomento ricade interamente sui responsabili dei giornali che le hanno pubblicate, come evidenzia il doppio intervento del direttore sull'Avvenire di oggi, un editoriale in prima pagina e la risposta a un lettore nella pagina Forum.


L'ipocrisia che ha condannato il generale Stano

Non desidero tornare sul procedimento del Tribunale Militare di Roma verso i due alti Ufficiali dell’Esercito, già comandanti del contingente in Iraq, accusati di aver omesso provvedimenti per la difesa militare, ma solamente precisare ulteriormente il mio pensiero. Tanto più che, con una motivazione analoga, è stato chiesto il rinvio a giudizio del colonnello dei Carabinieri che comandava la “Base Maestrale”, con dibattimento che si svolgerà nel prossimo mese di gennaio. È bene dire che si tratta di tre comandanti capaci, stimati dai soldati e ben sperimentati. Ma il punto non è tanto il procedimento, che ormai appartiene alla cronaca, quanto il contesto, tutto italiano, in cui vengono decise e sono quindi condotte le cosiddette “operazioni di pace”.

Orientamento sessuale, l'agenda nascosta della Francia

La mozione promossa all’ONU dalla Francia su “orientamento sessuale e identità di genere”, e firmata in dicembre da 66 stati membri delle Nazioni Unite è il tentativo di attuare il progetto contenuto in un documento del 2006 molto controverso e noto come i “Princìpi di Yogyakarta”.

 


Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa

La “riclassificazione” di uomini e donne in 5 o più “generi” legati all’orientamento sessuale, anzichè alla binaria differenza sessuale tra maschi e femmine, risale ai rapporti Kinsey e rappresenta una delle radici culturali più pervasive della ideologia di genere. Secondo il pensiero “gender” non esiste il sesso inteso come differenza ontologica tra uomo e donna. Il genere sessuale (derivato dal desiderio, dall’orientamento sessuale) sarebbe da ascrivere alla cultura e perciò esito opzionabile, da ignorare o da abbattere (femminismo di genere secondo Judith Butler, ma anche teorici dell’omosessualismo marcusiano come Mario Mieli).
Fedeli cattivi, il prete impedisce a Gesù di nascere

Ci voleva un prete, un ministro della Chiesa cattolica. Anzi di più: un monsignore parroco, cioè un sommo sacerdote, per fare ciò che neppure a re Erode era riuscito. Cioè: eliminare il Bambino Gesù, ammazzare il protagonista del Natale nella mangiatoia e cancellarlo dal Presepe.

QUANDO L’ATTACCO ALLA CHIESA
ARRIVA DALLA CHIESA

Quando abbiamo dato per primi la notizia del sacerdote genovese che aveva messo una moschea nel suo presepe, non avremmo mai pensato che non si trattasse di un caso isolato. E invece…

 

Tra i martiri cristiani ed i kamikaze musulmani o di qualunque ideologia non esiste analogia né identità possibile 
 
 Si legge sul Corriere della Sera del martedì 2 dicembre 2008, a pag. 43: “Lo zelo dei martiri cristiani consente di tracciare un significativo confronto con ciò che accade oggi al mondo islamico, in cui pure affiora un’ostentata ricerca del martirio, e la vita oltre la morte è giudicata la sola vera vita” (Su una idea del libro Inchiesta sul cristianesimo - come si costruisce una religione, di C. Augias e R. Cacitti). Il testo viene accompagnato da una fotografia di una donna musulmana, col figlioletto in braccio, che si è fatta esplodere, uccidendo altre persone nel 2004.
 
 Il dato di partenza è sbagliato alla base: si accosta il concetto di kamikaze suicida (musulmano o meno) a quello del martire cristiano, sotto la stessa idea di martirio. Questo è un grave errore, perché sono realtà completamente diverse tra di loro. Vediamo perché.

«Potrebbe essere alimentata in modo naturale»

Ci sono aspetti della condizione di Eluana Englaro che non solo l’opinione pubblica ma anche i giudici mostrano di non avere valutato (o addirittura saputo) e che modificano taluni dei presupposti su cui si basa il decreto della Corte d’Appello. Di questo è convinto il neurologo Giuliano Dolce, direttore scientifico dell’Istituto Sant’Anna di Crotone, casa di cura ad alta specialità riabilitativa che ospita un reparto con persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Il professor Dolce è uno dei medici che hanno visitato Eluana Englaro e, dopo che alcuni di questi sono da tempo intervenuti nella vicenda, ora fa sentire la sua voce…

Ma gli intolleranti sono loro

di Michele Brambilla
da Il Giornale, mercoledì 24 dicembre 200

Fino a poco tempo fa, quella nuova e ormai dominante religione che è il “politicamente corretto” contemplava solo due categorie non protette: i cacciatori e i fumatori.
In una società in cui qualsiasi comportamento individuale è considerato un diritto sacro e inviolabile (di drogarsi, di abortire, di utilizzare embrioni come pezzi di ricambio, di riprodursi affittando ovuli, uterie spermatozoi di sconosciuti) solo chi sparava a un fagiano o fumava una sigaretta era considerato indegno d ifar parte del mondo civile; e indegno anche di qualsivoglia difesa su giornali o tv.
Da qualche tempo, una terza categoria di persone è ufficialmente entrata nel novero degli impresentabili: quella dei cosiddetti “omofobi”.

Se il primario cattolico promuove la fivet “buona”

All’ospedale di Cantù arriva la fecondazione in vitro in nome della legge 40…

 

Uscire dalla crisi: le inutili soluzioni di destra e di sinistra

Non si vuol comprendere che questa del 2008 è una crisi più grave e diversa da quella del ’29. Le soluzioni trovate finora sono a beneficio del mondo bancario, ma non servono a produrre ricchezza. C’è il rischio di ridurre il dollaro a carta straccia.

 

Obama, la crisi e il nuovo ordine mondiale

L'abisso della crisi economica spinge molti a proporre il governo di un organismo mondiale per l'economia, ma anche per la politica. Il dominio della finanza è assicurato anche dal nuovo gabinetto di Barack Obama, costituito da persone fra i responsabili della crisi. Intanto nessuno rivendica il potere al popolo di battere moneta. La democrazia è uccisa dalla finanza. 

Nella foto: il neo presidente Obama con il chief of staff Rahm Emanuel

 

Anche in Italia chi cita San Paolo rischierà la galera?

Una proposta di legge in favore dell'omosessualismo (proposta C.1658 - "Reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere") é attualmente in discussione presso la II Commissione permanente della Camera, competente per la Giustizia.
La proposta di legge prevede di punire con la reclusione da sei mesi a quattro anni l'autore di un discorso, uno scritto o un atteggiamento a cui venga attribuito un valore "discriminatorio" verso la pratica omosessuale e altri, non meglio precisati, "orientamenti sessuali".
Se approvata, questa legge di un solo articolo aprirebbe di fatto le porte del carcere per chiunque, laico o religioso, osasse ricordare pubblicamente i principi solenni della morale cattolica.
Il Centro culturale Lepanto ha evidenziato tutte le contraddizioni di questa iniziativa legislativa avallata dal Governo in carica e gravida di negative conseguenze per la libertà di religione in Italia, ed invita a manifestare al capo del Governo la propria disapprovazione…