Fatti Sentire!: I diversi islam

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LA “RECIPROCITÀ” SAREBBE SEGNO DI CIVILTÀ

I cristiani fanno bene a lavorare per il bene e la giustizia della società, anche se quelli per cui lavorano non dimostrano un minimo di reciprocità. Ma noi non viviamo fuori dalla storia, e forse vale la pena ricordare che da secoli i cristiani vivono senza nessuna “reciprocità” islamica.

di Mons. Luigi Negri
Vescovo di San Marino-Montefeltro

Argomento: I diversi islam

Che ci facciamo ancora in Afghanistan?

Il nuovo governo afgano non ha alcun futuro se coraggiosamente non intraprende un'opera di civilizzazione che estirpi l'intolleranza religiosa e la violenza. Non ha senso che la comunità internazionale sperperi là i suoi soldi e occupi le sue truppe, se non si sostiene una grande campagna di libertà…

di ANTONIO SOCCI

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Il Cardinal Martino spiega che l’insegnamento dell’islam nelle scuole italiane esige la reciprocità

Precisazioni e chiarimenti dal Cardinal Martino dopo l'apertura sull'insegnamento dell'Islam nelle scuole...

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PAROLE SAGGE

«Io non metto sullo stesso piano, in Italia, religione cattolica e Islam.
Perché il cattolicesimo fa parte della mia identità di italiano,
perfino se non sono un credente»


In un’intervista a «La Stampa» il presidente del Senato Marcello Pera lancia il suo «j’accuse» all’integralismo islamico e se la prende con quegli esponenti della Casa delle libertà e della Chiesa che sono «troppo timidi con l’Islam»…

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IL CALABRAGHISTA

Dopo la crisi delle vignette, Prodi esige che si torni alla politica tradizionale verso il mondo arabo: quella delle brache (forma dialettale per indicare i pantaloni) calate. I cedimenti di ieri e quelli di oggi...

Argomento: I diversi islam

«Non porgiamo l’altra guancia, l’autodifesa è un dovere»

Intervista all'Arcivescovo Mons. V. De Paolis, segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica

«Di fronte alla minaccia del fanatismo islamico l’Occidente non chiuda gli occhi». «Il rischio è che i musulmani dialoghino finché in Occidente sono minoranza. Poi che ne sarà dei valori cristiani? Deve esserci reciprocità: invece è diventato un tabù porre la questione».

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Il 40 per cento degli islamici inglesi vuole la sharia
Questo è uno dei dati scioccanti emersi da un sondaggio effettuato per conto del Daily Telegraph

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Il disprezzo per la Croce unisce Islam e occidente laico
La reazione violenta del mondo islamico alle vignette impazza da settimane e si scatena soprattutto contro i cristiani e la Chiesa...

di Antonio Socci

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Tutti i crimini dei Khomeinisti
Ha aperto i battenti due settimane Omid un sito web interamente dedicato alle vittime del regime nato dalla rivoluzione islamica in Iran

Argomento: I diversi islam
traduzione dei cartelli :
"Behead" significa Decapita
"You dug your grave, lie in it" significa Ti sei scavato la fossa, adesso mettitici dentro
"Exterminate" significa Stermina
"Massacre" significa Massacra
"Slay" significa Uccidi
"Butcher" significa Macella
"9/11 is on its way" significa L'11 settembre adesso arriva.
Argomento: I diversi islam

I Turchi agli armeni: "Nessun genocidio"
Il 2006 sarà l'anno della grande campagna contro il genocidio armeno. Lo ha deciso il governo turco…

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ADN Kronos - Gio 12 Gen

Sanaa, 12 gen . - (Adnkronos/Ign) - Una donna yemenita ha impiccato il figlio di 12 anni perché ogni suo tentativo di riportarlo alla disciplina era fallito. Lo riporta il quotidiano yemenita '26 September'.

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Il potere civile deve costruire moschee?

Alcuni recenti fatti balzati all’onore della cronaca domandano una riflessione attenta e pacata in merito ai rapporti fra la società civile, la comunità cristiana e la sempre più numerosa presenza dell’Islam fra di noi…

di Mons. Alessandro Maggiolini
Vescovo di Como

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Islamici in ambienti cattolici 

Ci sono certi religiosi che si sentono sempre sciolti dall'obbedienza al vescovo diocesano. Essi si ritengono sempre illuminati dallo Spirito. E' il caso questa volta dei Padri Somaschi di Albate (Como).
Nei giorni scorsi era stata chiusa la moschea di via Pinio a Camerlata (Como) per la mancanza dei requisiti di legge. La risposta degli islamici erano state minacce di occupazione del Comune di Como e di altre iniziative non esattamente legali. Anche se nessuno li obbliga, si erano rifiutati di condannare gli atti di terrorismo di matrice islamica avvenuti in questo tempo, come quello di Netanya (città gemellata con Como). Hanno una bella pretesa queste persone di essere esenti dal rispetto delle leggi e di pretendere dalle istituzioni quello che esse non riescono a garantire ai cittadini italiani. Ma tant'è, ormai siamo abituati alle sparate dei radicali islamisti. Meno abituati vorremmo essere alla «tonteria» di certo clero.
Infatti i Somaschi di Albate hanno ospitato i musulmani per la preghiera del venerdì nelle loro strutture. Il tutto dicendo che avevano avvertito le autorità civili e religiose. Ma nè il sindaco, nè il Vescovo diocesano ne sapevano niente.

Leggere quello che  il loro Vescovo, Mons. Maggiolini, ha scritto sulla vicenda…

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Mons. Sleiman racconta le speranze della popolazione: “Anche se non sanno bene cosa votano gli irakeni intravedono un Paese più stabile”. La Costituzione è troppo "etnica e confessionale".

Baghdad (AsiaNews) – Tutti a piedi a Baghdad e in gran numero si recano alle urne. Tra violenze quotidiane e paura, il referendum sulla Costituzione in Iraq sta registrando una buona affluenza; ci sono file ordinate di cittadini davanti ai seggi nella capitale, Bassora, Falluja e a Kirkuk.
Il vescovo dei latini di Baghdad, mons. Jean Baptiste Sleiman, commenta ad AsiaNews l’importanza del voto che “anche se non pienamente consapevole” rappresenta un “importante esercizio di educazione alla democrazia”.

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Testa di turco

Alla vigilia delle trattative per l'ingresso della Turchia nella Ue, due sondaggi internazionali rivelano un quadro inquietante…

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Operazione Califfato

L'escalation degli attentati di Al Qaida comincia a far pensare che lo scenario della Quarta guerra mondiale disegnato da alcuni analisti americani (e non solo) sia tutt'altro che un esercizio intellettuale di strateghi e politici…

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Daniel Pipes
FrontPageMagazine.com
20 giugno 2005

 

Pezzo in lingua originale inglese: A Madrassah in Bridgeview, Illinois

Probabilmente le scuole islamiche costituiscono il settore meno conosciuto della vita istituzionale musulmana negli Stati Uniti, agendo prevalentemente fuori dalla sfera dell'opinione pubblica ma trasmettendo parecchi segnali rivelatori della loro radicalizzazione. Quando un reporter ha la rara opportunità di intervistare docenti e studenti, specie avendo un fotografo al seguito, ciò rappresenta un'importante occasione.

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«Noi cristiani in Terra Santa bersaglio dell’odio islamico»

Il custode dei Luoghi sacri denuncia: stupri e violenze, l’Autorità palestinese non li punisce
Un dossier racconta di assalti, stupri, omicidi, a volte compiuti anche da agenti in divisa

Il neo-custode dei Luoghi sacri, padre Pierbattista Pizzaballa, denuncia: «Le comunità cristiane in Terra Santa sono vessate dagli estremisti islamici. E spesso avviene che ci si scontri con le autorità palestinesi che non puniscono gli aggressori». Il padre francescano, che rappresenta l’istituzione preposta a garantire gli interessi della Chiesa nei luoghi sacri, è in possesso di un dossier: «Sono 93 casi di vessazioni commesse ai danni di cristiani negli ultimi anni». Si tratta di stupri e omicidi a volte compiuti da agenti in divisa.

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Franco Londei
Pagine di difesa
7 agosto 2005

Sono ormai molti mesi che i servizi segreti di tutto il mondo segnalano una crescente attività di al Qaeda nel Corno d'Africa. Si era già a conoscenza di importanti infiltrazioni in Somalia dove la situazione è sempre più precaria e dove i signori della guerra dettano le regole, ben finanziati e armati. L'Etiopia si trova ad affrontare il crescente diffondersi di ideologie estremiste riconducibili al network del terrore fondato da Osama bin Laden. In Eritrea vi sono alcune aree, come la zona del Gash Barka a nord di Cheren, completamente in mano a gruppi estremisti che vi hanno installato campi di addestramento per i combattenti del jihad, il tutto con il beneplacito del governo di Asmara che vieta a chiunque di inoltrarsi in quelle zone senza un apposito permesso.

Argomento: I diversi islam

"Ecco cosa succede a chi sta dalla parte dell’America"

Mahmud al-Zahar:
"Io sono contrario agli attentati contro i civili. Ma se i soldati inglesi non fossero andati in Iraq, questo non sarebbe accaduto"

Lorenzo Cremonesi

Corriere della sera
8 luglio 2005

Argomento: I diversi islam

La democrazia e i musulmani

Angelo Panebianco

Corriere della sera 7 agosto 2005

Scegliere in politica parole sbagliate significa sbagliare politica. Lo mostra la storia dell’espressione "islam moderato ". Cominciò a circolare dopo la rivoluzione khomeinista del 1979. Nel linguaggio superficiale ma utile della diplomazia indicava i governi musulmani amici dell’Occidente e che, a differenza del nuovo Iran, non volevano esportare la rivoluzione islamica. La guerra santa di Al Qaeda era ancora di là da venire e le connessioni col mondo islamico erano limitate ai rapporti interstatali e alla geo-economia (il petrolio arabo).

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INTERVISTA
Il politologo tunisino Redissi : «I musulmani non hanno mai ripensato la loro obsoleta ideologia. È più facile aggredire gli altri»
«Oggi il Medio Oriente è fiero del suo rifiuto della modernità È impossibile che si affermi la democrazia»

E Jean-Luc Pouthier

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Il nemico che trattiamo da amico

Continua la frode o l’illusione dell’Islam Moderato. Con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un’esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in paesi lontani. Bé, il nemico non è affatto un’esigua minoranza. E ce l’abbiamo in casa...


di Oriana Fallaci

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Oltre cento autorevoli personalità dell'Arabia Saudita, tra leader religiosi musulmani, sceicchi, eruditi dell'Islam, professori universitari e magistrati, hanno firmato un documento che condanna la possibilità di permettere alle donne di guidare l'auto. Le leggi di Riad al momento vietano alle donne non solo di guidare l'auto, ma anche di salirci senza un permesso scritto di un familiare di sesso maschile.

Da Adnkronos/Dpa del 18 luglio 2005

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Turchia, allarme libertà religiosa

La denuncia del Nunzio apostolico: «In Turchia, Paese che si definisce una democrazia laica, la libertà religiosa esiste solo sulla carta. Viene sancita dalla Costituzione, ma nei fatti non viene applicata…». Il premier: reintrodurrò il velo islamico

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Interessante e riflessivo il libro di Orian Fallaci "La forza della ragione", dove emerge una preoccupante crisi dell'Europa dovuta alla imperdonabile "dimenticanza" delle radici cristiane e ad un "silenzio" assordante...

L'Islam rispetterà veramente l'occidente o dobbiamo cominciare a preoccuparci di loro in futuro?

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I cronisti arabi:

i terroristi sono motivati da fattori culturali e religiosi, non dalla povertà

 

M.E.M.R.I.
Middle East Media Research
Servizi Speciali – N° 853
26 Gennaio 2005

Diversi giornalisti arabi hanno recentemente pubblicato articoli critici riguardo alla convinzione che il movente principale del terrorismo sia la povertà e la disperazione. Essi lo individuano invece in fattori culturali e religiosi, in particolare l'incitamento da parte di sceicchi che spingono i giovani a compiere operazioni terroristiche. Qui di seguito alcuni estratti da tre articoli: il primo di Muhammad Mahfouz , pubblicato sulla Saudi Gazette ; il secondo di Abdallah Rashid , sul quotidiano degli Emirati Arabi Uniti Al-Itihad ; e il terzo di Abdallah Nasser Al-Fawzan , sul quotidiano saudita Al-Watan :

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Don Tiziano Trenti, parroco del quartiere San Vitale, denuncia: troppi aiuti ai negozianti extracomunitari, gli italiani se ne vanno.

di Andrea Colombo

BOLOGNA – "Gli islamici vogliono conquistarci. Altro che dialogo! Di questo passo le chiese si trasformeranno in moschee e i quartieri in kasbah". A parlare così non è un leghista e neanche un ammiratore di Oriana Fallaci, è don Tiziano Trenti, un parroco bolognese di 43 anni, pacioso e tranquillo pastore di circa 25mila anime in una zona centrale della città delle due torri: San Vitale. Qui, negli ultimi anni, pachistani, bengalesi e islamici di varia provenienza hanno preso possesso di tantissimi negozi un tempo gestiti da italiani. "sembra – spiega il sacerdote – che abbiano messo qui la loro base".

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Mantovano:

il tempo stringe, servono giudici specializzati

Il sottosegretario: solo così si può arrivare a sentenze meno contrastanti. Disposti a ridefinire il reato, ma servono proposte

 

Gabriella Pesenti

Avvenire Giovedi 19 maggio 2005

Come si può, in una decina di giorni, assolvere e scarcerare due presunti terroristi islamici e rispedirli poi in cella per lo stesso reato? La domanda è troppo specifica e il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, preferisce tenersi sul generico, limitandosi a registrare che, "fino a questo momento, ci sono state decisioni giudiziarie diverse, se non addirittura contrastanti". Gli investigatori raccolgono prove, le Procure le analizzano e le inquadrano all’interno dell’articolo 270 bis, inserito nel codice penale alla fine del 2001, dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Poi arrivano davanti a un giudice che deve convalidare l’arresto degli indagati o processare gli imputati e le interpretazioni divergono. Spesso restano i singoli reati, ma cade l’associazione terroristica.

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