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Il boomerang di “Repubblica” e “Giornale”

Libero, 3 settembre 2009

Ezio Mauro e Vittorio Feltri: due autogol? Cominciamo dal primo. Il caso è buffo. Mercoledì scorso Benedetto XVI ha pronunciato parole di così grande attualità che sono finite nei titoli di apertura di tutti i tg, nei siti internet e ieri su tutti i giornali. Proprio perché toccavano i temi più scottanti.

Ebbene mi pare che La Repubblica (come l’Unità) abbia totalmente “bucato” la notizia. Per quanto abbia cercato ieri non sono riuscito a trovare un titolino e nemmeno una riga. Silenzio plumbeo. Il fatto è ancor più singolare se si pensa che sempre ieri, nella stessa apertura di prima pagina, Repubblica titolava su quanto aveva dichiarato padre Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana (“Il Vaticano: Feltri crea il caos”).

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SCOOP DURATO LO SPAZIO DI UN MATTINO.
E ORA CHI PAGA I DANNI?


I racconti di chi ha frequentato l'istituto: «Accuse inverosimili. Quegli abusi non sarebbero passati inosservati. Tra noi ci si raccontava tutto. Avremmo saputo se fossero successe quelle cose».

1) Gli ex allievi del "Provolo": "Pedofilia? Mai visto nulla"

2) Intervista al vescovo Zenti: "Fantasie aberranti"

3) L'inferno non è al "Provolo": una lezione da ricordare


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Ho voluto toccare con mano e mi sono andato a rileggere tutti gli editoriali di Famiglia Cristiana di luglio e agosto. Non solo quello famoso sul “fascismo” incombente in Italia e che tanto ha fatto discutere, ma tutti. 6 luglio: accusa al governo di “razzismo strisciante” per le impronte ai rom; 20 luglio: critica al “lodo Alfano” che copre gli interessi personali di Berlusconi; 27 luglio: sì, il governo qualcosa ha fatto però le riforme non bastano, serve un cambio di coscienza; 3 agosto: troppi tagli alla spesa pubblica; 10 agosto: Berlusconi è nelle mani di Bossi; 17 agosto: no ai sindaci-sceriffo, preludio di autoritarismo.

Una serie programmata di interventi contro il governo: su questo non c’è dubbio. E’ un problema? Di per sé no: la critica è ammessa e addirittura auspicabile. La linea di un settimanale la decide il direttore e la confermano o meno i lettori, continuando a comperarlo o disertando le edicole. E’ bene, per la democrazia, che altri criteri non intervengano. Però, nel caso di Famiglia Cristiana, ci sono due “però” che forse sarebbe bene venissero esaminati, finite le polemiche, anche dallo stesso staff della rivista dei Paolini.

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Quando "Famiglia Cristiana" sfruttava noi figli dei poveri

Siccome dal 1965 al 1971 ho consegnato a domicilio ogni settimana, gratis et amore Dei, 120 copie di Famiglia Cristiana, per un totale di oltre 6.000 l’anno, penso d’essermi guadagnato d’ufficio il diritto di dire la mia sulla deriva girotondina dell’ebdomadario della Società San Paolo, in origine Pia, oggi non più.
Fossi don Antonio Sciortino, ci andrei molto cauto nel parlare, come ha fatto l’altrieri su Repubblica, di «prese di posizione autoritarie» (versione edulcorata del fascismo «sotto altre forme» denunciato dal suo notista politico Beppe Del Colle) e soprattutto di «enorme distanza dai problemi che si aggravano», di «povertà in aumento», di «famiglie che non arrivano alla fine del mese», di «impiegati alle mense della Caritas», il tutto attribuito al governo in carica, si capisce.

Avendo il settimanale paolino fondato la sua prosperità sullo sfruttamento - sia pure per interposta persona (i parroci) - della manodopera minorile, e dei figli dei poveri in particolare, il suo direttore dovrebbe disinfettare con la varechina il pavimento del pulpito dal quale pretende di fare la predica.
E visto che io ero costretto a lavorare come zelatore di Famiglia Cristiana quando lui non era neanche prete, né tantomeno giornalista, gli rinfresco la memoria.

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Gian83 Segnala "

Per la Rai Saladino è buono e la Chiesa ha la faccia feroce

Un santo ed un sultano al glucosio contro un cardinale dalle somiglianze a dir poco "sospette"...E la fiction francescana è servita!

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

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di Francesco Pappalardo

Tratto da: Identità nazionale. it



Se per Risorgimento s’intende il movimento culturale che ha accompagnato l’Unità, cioè il processo di unificazione politica della penisola italiana, con l’intenzione esplicita di «modernizzare il paese», ossia «[...] di disfare il tradizionale ethos italiano radicato nel cattolicesimo per costruire un ethos nuovo, progettato a tavolino, modellato sulle presunte caratteristiche delle più avanzate nazioni protestanti europee» (1), non possiamo celebrare Giuseppe Garibaldi, autorevole esponente del «partito anti-italiano» risorgimentale (2).

Il programma «nazionale» — che Garibaldi indossa in pieno, favorendone apertamente l’ideologismo più radicale —, ispirato alla duplice intenzione di unificare l’Italia e di procedere al «rinnovamento morale e civile» degli italiani, ha rappresentato un tentativo insidioso di «rieducazione» popolare, volto a demolire la cultura dell’antica nazione italiana. «In termini polemici si potrebbe dire che Garibaldi fu tra quelli che "fecero l’Italia per ‘disfare’ gl’italiani"» (3).

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Mastella: "Un agguato. È difficile convivere con questi comunisti"

Ecco lo spirito autentico che anima chi vuole i PACS-dico


 

Protestiamo "Con Striscia e Mediaset ho chiuso".

L'ex collaboratore di "Servire il popolo" (periodico maoista) e dell'Unità (quotidiano comunista), oggi eurodeputato per l'Ulivo, si è segnalato per l'ennesimo gesto di violenza mediatica: stavolta ai danni di un suo collega di partito. La colpa? Essere favorevole alla famiglia.

FattiSentire.net ritiene tuttavia inutile scrivere lettere di protesta a "RAI-Kabul".

Propone, invece, di protestare nei confronti dell'atteggiamento fazioso della ben più seguita "Striscia la notizia", curata dal fazioso progressista Antonio Ricci e condotta dallo sporcaccione Ezio Greggio. Infatti, sull'agguato di Santoro a Mastella, Striscia non ha trovato di meglio che canzonare il Ministro, giungendo addirittura a costruire un video dove appariva con una parrucca color celeste.
Per protestare con il direttore Carlo Rossella di Canale 5 scrivere
da: http://www.mediaset.it/brand/canale5/programma/schedaprogramma_715.shtml?form_16

 

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Risposta de “L’Osservatore Romano” alle dichiarazioni di Pippo Baudo

Riportiamo l’articolo pubblicato nella prima pagina dell’edizione italiana de “L’Osservatore Romano” (5-6 Febbraio 2007) in risposta alle dichiarazioni del conduttore Pippo Baudo contro Benedetto XVI, dopo la morte dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti, avvenuta durante gli scontri di venerdì scorso a Catania in occasione della partita di calcio tra la squadra locale e il Palermo.
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L'arroganza di un'ostentata notorietà

A volte l'eccessivo protagonismo - di cui soprattutto i personaggi della televisione sono vittime - gioca brutti scherzi, facendo perdere il senso del limite. Così accade che in una domenica pomeriggio tocchi ascoltare un noto presentatore scagliarsi contro Benedetto XVI con toni decisamente sopra le righe e, cosa ancor più incredibile e irriguardosa, arrogandosi persino il diritto di insegnargli come si dovrebbe fare il Papa, quali temi trattare, che cosa dire.

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Tutto comincia per caso l’antivigilia di Natale del 1946: per riempire un vuoto del settimanale «Candido», il direttore Guareschi prende un racconto già scritto per «Oggi» e lo mette in pagina. Ne scaturisce una saga ventennale in 346 puntate e 5 film nei quali gli eventi planetari si riflettono nel «Mondo Piccolo» e acquistano luce più umana.

di Roberto Beretta - (C) AVVENIRE - 19 dicembre 2006

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Gian83 Segnala "

Perché l’informazione è caduta in ginocchio davanti all’icona Welby

Su cinquemila italiani malati di Sla ce n’è uno solo che fa scalpore, perché è stato eletto testimonial della causa pro legalizzazione dell’eutanasia. Ma le leggi devono seguire la giustizia o chi grida più forte, cioè chi ha più potere?

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JanSobieski Segnala "

Parla il "padre delle spose": «Non mi pento, penso solo sia giusto consentire a due persone di vivere sotto lo stesso tetto, con dei diritti»... «Il presidente RAI Petruccioli mi ha ringraziato da parte di tutta l'azienda. Ha detto che era una fiction coraggiosa, che non si sarebbe potuta realizzare se non ci fosse stato uno come me, così credibile. Davvero belle parole».

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VISITA PASTORALE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A VERONA IN OCCASIONE DEL
IV CONVEGNO NAZIONALE DELLA CHIESA ITALIANA

OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Stadio Comunale "Bentegodi"
Giovedì, 19 ottobre 2006

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio!
Cari fratelli e sorelle!

In questa Celebrazione eucaristica viviamo il momento centrale del IV Convegno nazionale della Chiesa in Italia, che si raccoglie quest’oggi attorno al Successore di Pietro. Il cuore di ogni evento ecclesiale è l’Eucaristia, nella quale Cristo Signore ci convoca, ci parla, ci nutre e ci invia.

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JanSobieski Segnala "
ZAPATERO HA PIU' TV DI BERLUSCONI

Il Partito Socialista spagnolo controlla due emittenti su tre. E adesso controlla anche le radio"
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A tre giorni dal gay pride, il Cardinal Severino Poletto - Arcivescovo di Torino - in un discorso di fuoco di 8 minuti al termine della processione in onore della Vergine Consolata, patrona della città, saluta con affetto la Torino kattolica, spiega l'essenza ed il significato di una processione religiosa e critica altre sfilate, "molto discutibili" che "turbano in senso morale delle persone e l'innocenza dei bambini."

Vi proponiamo la trascrizione del discorso. Chi fosse interessato al file .mp3 può richiederlo a preghieraperlavita@gmail.com

A cura di due minuti per la vita

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chinino Segnala "Contro la Chiesa a colpi di canzonette

di Massimo Introvigne

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"Popetown". La città dei papi

"Popetown" è il nuovo cartone animato che dovrebbe essere trasmesso dalla rete televisiva Mtv in Germania, in Austria e in Svizzera a partire dal 3 maggio. La serie, ambientata in un Vaticano del tutto surreale, ha come protagonisti un papa di otto anni, completamente pazzo, che brandisce mitragliatrici e vende bimbi orfani come schiavi, affiancato da un cardinale criminale. "Popetown" è stato prodotto dalla canale britannico Bbc, ma anche nel Regno Unito ha scatenato grandi proteste e la sua trasmissione è stata interrotta. L'Mtv tedesca ora ci riprova... 
I cattolici tedeschi, dal canto loro, protestano e minacciano un'azione legale contro Mtv qualora il cartone dovesse effettivamente andare in onda.

 

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«Meglio Silvio», e il Corsera leva il test

«Chi ha convinto di più tra Berlusconi e Prodi nel faccia a faccia?» chiedeva il Corriere.it ai suoi lettori. Una valanga di voti al premier, quasi l' 81%. E il sondaggio, d'incanto, è scomparso…

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Continuano ad arrivarci lettere e testimonianze sulla e-campagna in atto. Eccovene altre 10, due delle quali da rettori di Santuari che hanno smesso di diffondere il settimanale dei paolini.

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L'eco dato dalla stampa (il Tempo, il Velino, La Padania, Libero) accresce la conoscenza della e-campagna e, dopo una settimana, sfiorano ormai i 1.000 gli italiani che hanno scritto al proprio vescovo. Tre le chicche da gustare:
A) Differenti reazioni da parte di alcune Curie;
B) Altre decine di lettere di solidarietà;
C) Una bella risposta ad obiezioni
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Sono ormai oltre 800 i cittadini italiani che hanno scritto al proprio vescovo, continuano ad arrivare in Redazione lettere di appoggio e ringraziamento per la e-campagne in atto. Eccone altre quattro:

. La maggioranza dei miei colleghi giornalisti soffre della stessa "malattia" dei redattori di "Famiglia Cristiana"
. Nella stessa risposta si dice che "
la legge non ha reso innocente l'aborto", il che è quanto meno contraddittorio con l'affermazione precedente che "l'interruzione di gravidanza era considerata un crimine"
. quando leggo famiglia cristiana sono certo di avere tra le mani un giornale cattolico?
. Già da molto tempo nella mia parrocchia il settimanale "Famiglia Cristiana" non viene più venduto

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Pioggia di proteste ai vescovi contro il settimanale paolino
Boicottaggio cattolico a Famiglia cristiana
di Giulio Ferrari

 

Famiglia cristiana sembra tornata ai tempi di inaffidabilità dottrinale del “reprobo” don Leonardo Zega, quando i cattolici le affibbiavano il nomignolo di “fanghiglia cristiana” e lo stabile che ospita la redazione milanese veniva ricoperto di scritte contro il disinvolto, ultraprogressista ed eterodosso direttore...

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Ad un amico che ha scritto contento e fiducioso al proprio pastore, la Curia risponde...

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http://www.ilvelino.it/html/edizioni/velino_online_articolo.asp?Id=196287

Roma, 13 feb (Velino) - Il settimanale online della diocesi di Milano (incrocinews.it) e il settimanale cattolico più diffuso in Italia (Famiglia Cristiana) vivono giorni piuttosto travagliati a causa delle “accuse” che muov...
(dor) 16:35

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LE ADESIONI SONO CENTINAIA e decine le lettere di protesta verso "Famiglia cristiana"...

  1. "...a me non è piaciuta neanche la presenza dell'articolo su Vasco Rossi nell'ultimo numero... si proclamava l'alter ego di Pannella... Perché amplificare la sua voce (peraltro già fortissima) anche su famiglia Cristiana?"
  2. "Condivido il vostro articolo sul settimanale che ormai ha preso la tangente di un cristianesimo progressista e lontano dal magistero della Chiesa"
  3. "Già vent’anni fa io avevo annullato l’abbonamento a Famiglia Cristiana. Due anni fa, dopo tante richieste pubblicitarie da parte loro, mi sono abbonato nuovamente, ma dopo pochi mesi mi ero pentito e così ho annullato l’abbonamento"
  4. "Non leggo famiglia cristiana perchè non è questa la Famiglia Cristiana da parecchi anni, ma è vergognoso che continui a diffondere il tarlo subdolo dell’antivita e che la diffusione continui attraverso le nostre comunità cristiane!"
  5. "E' sempre stato un periodico ambiguo ed ha più volte fatto soffrire la Chiesa con i suoi articoli assieme al suo "FRATELLO" Jesus"
  6. Condivido appieno le perplessità anzi trovo che il giornale dei Paolini sia divenuta in vari casi una voce lontana dal magistero
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lella63 Segnala "

Dopo aver letto nel n. 52 del 25 dicembre 2005 la seguente frase:"Il giudizio può essere dato, quindi, solo dalla coppia che decide quanti figli avere e quando averli. Talora un figlio in più è un’autentica benedizione per tutti; talaltra può diventare un elemento che mina un equilibrio interno che è difficile ricostruire"
abbiamo definitivamente chiuso con la rivista.
Fiorella e Massimo Perotti

La lettera per intero, per correttezza:

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Quattro dei molti lettori espongono le loro diversificate perplessità su Famiglia cristiana:

  1. "ho abrogato la distribuzione in parrocchia dell'ex settimanale cattolico Famiglia cristiana, fin dal 2001, quando Don Sciortino e tutto lo staff si produssero in acrobatiche difese dei noglobal che distrussero Genova"...
  2. "non è la prima volta che Famiglia Cristiana assume posizioni o pubblica materiale quanto meno discutibile"...
  3. "Quando si rincorrono a testa bassa i numeri, la tiratura, il profitto"...
  4. "parecchi cattolici hanno da tempo sospeso la pessima rivista dei paolini, che anzichè difendere la fede e la vita, conduce una linea editoriale smaccatamente politica e ambigua"

... mentre nel solo primo giorno della e-campagna - 11/2/2006 - sono state spedite oltre 300 lettere a vescovi da cittadini di tutta Italia.

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Informazione e barbarie: se togliamo le radici della verità a che servono i mass media?

Relazione tenuta presso l’Istituto Veritatis Splendor in occasione della “Festa Regionale di S. Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti”

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Nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2006

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 24 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha dedicato il suo primo messaggio come Papa in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali a presentare la base capace di evitare che i mezzi di comunicazione diventino mezzi di “incomunicazione”.

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Ce l’hanno con Putin: ecco perché
Attacco furente contro Putin su Il Corriere, firmato da Andrè Glucksman

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Nel '96 alcune modelle in costume provocarono l'ira dei lettori e nel 2005?

Primo nudo su Famiglia Cristiana


Nel numero in edicola da giovedì, a pagina 126 la rivista cattolica pubblica un sedere femminile nudo in una pagina pubblicitaria...
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